Archivi Mensili: dicembre 2011
30/12/11 Cose piacevoli per chiudere il 2011
Bene, ho visitato un museo, famoso nel mondo. Non ci andavo dai tempi delle scuole medie e mi è sembrato giusto andarci. E’ stata mia grande soddisfazione saltare tutta la fila perchè avevo prenotato on line. Un gusto incredibile, irripetibile, che consiglio a chiunque.
Sono una persona previdente e onesta. Avevo prenotato on line. Un biglietto intero e uno ridotto, perchè io non ho diritto a riduzioni. Arrivo alla biglietteria.
Bigliettaio: (guarda accigliato la mia prenotazione, alza la testa di scatto) Chi è l’intero?
Io: …io
Bigliettaio: E perchè?
Io: Eh..non sono studente
Bigliettaio: Ah, ma quanti anni hai?
Io: 28..
Bigliettaio: 25!
Io: Eh, famo 25, ma tanto ormai ho pagato
Bigliettaio: Avevi pagato!
Mi allunga 5 euro.
Bigliettaio: Ciao ragà auguri!
Accade anche di questo.
La sera mi concedo un ristorante. Tavolo per tre. Mangiamo molto bene e di gusto. Soddisfatta, vado alla cassa.
Io: Il conto per favore.
Cassiera: Sì, tutto bene?
Io: Benissimo, come sempre.
Cassiera: Eh mi sembrava di averla già vista infatti.
Io: Sì, veniamo qualche volta.
Mi fa 10 euro di sconto.
E’ una grande giornata questa.
Ho risparmiato un totale di 15 euro.
Cazzo si deve festeggiare. Sputtaniamoceli al cinema!
Le Idi di Marzo non è stata una grande scelta. Effettivamente non avevamo bisogno di un ennesimo film per sapere che: la politica è corrotta; tutto gira intorno al danaro sonante; alla gente comune non cambia niente se vince questo o quel candidato.
Per me, la riconferma che George Clooney deve baciare il culo al Nespresso, che usa la stessa espressione per la pubblicità e per ogni suo singolo film e che la sua migliore performance l’ha messa a segno in Burn After Reading.
Eccolo, con una faccia almeno un po’ diversa dal normale:

Etichette: clooney, musei, ristoranti, sconti
- Lascia un commento
- Pubblicato in Essere a Roma, Essere Fighi, Essere in Giro
27/12/11 dove te ne vai, coglione?
Lo ammetto, erano giorni che cercavo di infilare una canzone in particolare in un posto dove avesse senso, dove acquistasse immediatamente un significato al di là della canzone e basta. Bisognava che ci stesse bene.
Insomma, ogni tanto anche un’ignorante come me va a leggersi qualche giornale. E leggendo uno si accorge di una cosa molto banale, e cioè che muore un sacco di gente anche a Natale, che invece è la celebrazione della vita, della luce e della rinascita. Prendila come ti pare, da cristiano, da pagano, da affiliato a scientology. Prendila come ti pare, ma morire sotto Natale è sempre peggio che morire, che ne so, sotto Ferragosto.
Beh sul giornale ho letto che è morto un uomo, un signore. Grande. Uno di quelli che avrebbero dovuto aver trovato la loro strada da tanto tempo. Invece è morto da solo, pure in un posto bruttino, lontano da tutti, al buio. E visto che quando uno muore solo e in quel modo, nove volte su dieci la causa è sempre una, questa cosa mi fa rabbia e tristezza allo stesso tempo.
Cercavo un poraccio al quale dedicare una canzone di Natale e sfortunatamente l’ho pure trovato.
- Lascia un commento
- Pubblicato in Essere Adirati, Essere Seri
27/12/11 il riposo del guerriero
Dopo tre giorni di passione, è giusto tornare in ufficio. Ci siamo riposati, no? Abbiamo passato tutto il tempo sul divano. Beh sì.. in stato comatoso, tra tv e cuscino, però belli distesi! E che ci sia stata la costante presenza di THE malattia è del tutto trascurabile.
Fresca come una rosa, arrivo a casa Belbmann il 26 dicembre all’ora di cena…il 26 dicembre…Santo Stefano O_O Il più brutto della mia vita, decisamente. In casa c’è una temperatura umido-polare. Per un attimo penso di chiedere ospitalità ai barboni sotto casa, poi penso che forse è meglio accendere i termosifoni e i condizionatori. Nel giro di sole 6 ore la casa assume una temepratura semi-favorevole per lo stanziamento di una società organizzata di gruppi di ominidi.
Mangio qualche morso degli avanzi del pranzo che io non ho potuto mangiare perchè in coma. Mamma me li ha messi da parte. C’è anche roba fritta in contenitori argentati, che però metto in frigo. Se ne parlerà quando il mio stomaco sarà del tutto guarito.
Almeno in tv danno la Sirenetta. Non la vedevo da quando avevo 8 anni credo. Rivedere i cartoni a distanza di tempo non fa mai bene. Mio fratello sostiene che la Sirenetta inciti alla pedofilia, dato che la bella Ariel ha solo 16 anni. Io sostengo invece che il principe sia un deficente e che l’unico con un po’ di sale in zucca sia il suo cane Max.
Però il gabbiano mi fa sempre ridere, specialmente quando prende il piede del principe coglione, ci poggia l’orecchio e afferma sconsolato: “Non gli sento battere il cuore”.
E comunque, nonostante gli acciacchi e una vocina da baritono con la sinusite, la mattina del 27 potrei cantare e danzare per tutto l’ufficio intonando il mio verso preferito della famosa canzone di Ariel:
“Che paghereeei per stare un poooo’ sdraiata al soleeeeeee“
Appena torno a casa mi sdraio sulla terrazza. Con una fetta di pandoro.
- Lascia un commento
- Pubblicato in Essere Lavoratori, Essere Perplessi
