Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Archivi Categorie: Essere emozionati

Ogni tanto anche gli scrittori muoiono. Un po’ come tutti noi, disgraziatamente. Capita.

Molto più raro, quasi impossibile a dire il vero, è che muoiano le storie che hanno raccontato, le immagini che hanno colorato, i mondi che hanno inventato o i personaggi che hanno lasciato vivere. Certe parole, certi nomi …a volte basta un cenno per aprire la porta a mondi di fantasia che tornano vividi alla memoria. Così io non ho potuto fare a  meno di sentire un brivido, un’emozione forte, quando ho visto questa vignetta:

ismael

Call me Ishmael. E’ la prima cosa che leggi quando apri Moby Dick. Moby Dick è stato scritto più di 150 anni fa. E’ tanto tempo. E’ tradizione che la Walt Disney si occupi delle riscritture dei grandi classici della letteratura, o di momenti cardine della storia mondiale, o di personaggi che hanno lasciato un segno nel nostro tempo. Ricordo che all’Università avevo un professore di storia particolarmente divertente e bravo che a lezione ci fece vedere un cartone animato di Walt Disney che raccontava la Rivoluzione Americana. Credo fosse parte di La Storia Universale Disney.

Dal numero 3003 del Topo è possibile tuffarsi nelle acque solcate dalla baleniera comandata dal capitano Quackab. Non perdetevi questa chicca, perché è davvero impressionante. La cosa più bella secondo me? La dignità che il Topo ha dato alla storia drammatica della caccia alla balena bianca. Perché la storia di Moby Dick è drammatica, a tratti onirica, simbolica. E leggere questo fumetto a puntate è davvero come trattenere il fiato e guardare tutto da sott’acqua, con gli occhi aperti e che pizzicano. E’ un racconto macchiato del blu delle acque salate, che filtra i dialoghi dei paperi navigatori come un velo steso disordinatamente su una memoria a metà tra sogno e incubo. Questo velo, i ghigni alterati dei cattivi, le figure insolite dei nostri eroi piumati, riescono fare in modo che anche un bambino sappia cogliere la tensione drammatica della narrazione di Melville.

E’ anche così che funzionano le riscritture postmoderne.

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

tecno

Trovo che certe vignette dei fumetti siano vere e proprie opere d’arte. Questa in particolare è la foto di un ladro. Anzi no, un cacciatore.

Nel numero 3000 di Topolino ho trovato questa vignetta, parte della storia a mio parere più interessante della copia speciale del fumetto della Disney. La storia in questione è piuttosto breve, come gran parte delle storie veramente interessanti, e si intitola Archimede, Edi e il Cacciatore di Passato. Solitamente non amo in modo particolare le storie di Archimede ma questa… questa è figa. I disegnatori hanno scelto di tingere tutto di colori insoliti, facendo passare Archimede dagli anni 70 ai nostri giorni, cambiandogli pettinatura e abiti a seconda del gusto dell’epoca. Parallelamente lo troviamo preso ad inseguire le tecnologie che cambiano, velocemente. Il tempo non aspetta nessuno, mio caro aiutante, dice in apertura della storia al suo fido Edi. Ed è così. Gli anni passano, le mode anche, la musica che si ascolta e i vestiti che si indossano. La costante? Un ladro. Un ladruncolo che appare e scompare di quando in quando e si porta via qualcosa.

Un giorno Archimede si sveglia e scopre che tutto ciò che serve può essere trovato nello spazio di una memoria grande come una pallina da golf. Tutto. Ma proprio tutto. Sarebbe corretto dire IL TUTTO. E quel giorno incontra quel ladro, un essere particolare, programmato per non avere memoria, che per sentirsi più umano gira la storia rubando le memorie conservate dalle tecnologie per serbarle. Commosso, Archimede fa in modo di richiamare la memoria del mondo, un turbine confuso di miliardi di piccole memorie individuali e collettive. Quanta…vita! Esclama il cacciatore-ladro.

Alla fine Archimede ha imparato qualcosa: Il presente sarà presto passato…e dobbiamo tenercelo stretto, se vogliamo avere un futuro! Così inventa la macchina emoziografica, che non cattura le immagini ma i sentimenti.

Ne possediamo tutti una, a sinistra del petto.

Etichette: , , , , , , , , , , ,

muriel

Questa storia si chiama Il Matrimonio di Muriel. Ma partiamo male perchè il matrimonio di Muriel è finto. E’ tutto finto, è tutto sbagliato. Per cominciare, il suo nome è sbagliato. Non si chiama mica Mariel! Ma si fa chiamare così da quando ha deciso di non essere se stessa. Poi è sbagliato perchè al posto di sua madre c’è l’amante di suo padre, e le damigelle sono quelle zoccole che l’hanno cacciata via, e la sua amica quella vera, Rhonda… non la riconosce più.

Insomma il matrimonio è finto. Una roba inutile, come lei, come le ha sempre rimproverato di essere suo padre.

Inutile e brutta, Muriel. Ma sì, non c’è che dire, Muriel è brutta. Vive in un posto che mette un’ansia pazzesca, con una famiglia di fannulloni, un padre frustrato e una madre infelice. E sua sorella le dice sempre, sei terribile, Muriel, perchè nonostante la sua sfiga cronica ne combina di cagate sta Muriel, nel tentativo di scappare da se stessa.

Quando dice Sarò un successo pensa che significhi essere come gli altri. Bah, e pensare che per dare una svolta non mancava tanto. Quando viveva con la sua amica vera a Sydney diceva: da quando sono qui non ho ascoltato neanche una canzone degli Abba, e questo è perchè la mia vita è bella come una canzone degli Abba, è bella come Dancing Queen.

Invece inizia a pensare di poter scappare fingendo di essere diversa. E quando tutto va a puttane si rende conto che le buone occasioni non capitano due volte.

Capisce che sul lato inadeguato della vita si consumano sempre storie avvincenti. Sull’altro lato, copioni già visti, che non servono a nessuno. Almeno non a lei.

Bisogna lasciarsi raccontare la storia del matrimonio di Muriel per ricordarsi sempre di quanto è facile lasciarsi scappare l’essenza delle cose. E anche per avere elementi in più per individuare gli stronzi, tenersene alla larga e, laddove possibile, pisciarci sopra.

Spero di avervi incuriosito:

Etichette: , , , , , , , ,

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 237 follower

%d bloggers like this: