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26/03/2013 Troie
No, no. Avete capito male. A me non me ne frega niente di difendere le donne in Parlamento. Né quelle che ci sono entrate grazie alle loro capacità di politiche, né quelle che ci dovessero eventualmente essere entrate grazie alle loro capacità amatorie.
Il punto è diverso. Il punto è che…perché solo le donne? Perché ogni volta che una donna fa carriera (e non solo in politica eh, in generale) deve essere stato perché l’ha data via come le sardine salate? Perché ogni volta si insinua che è una troia?
Prendiamo quel rincoglionito di Battiato, che è solo l’ultimo esempio di una lunga serie di timorati adulatori del pubblico pudore. Franco national, invece di pregare con i suoi amici ‘sufi’, s’è alzato e ha pensato adesso la dico. E l’ha detta.
Mai che qualcuno si alzi e affermi, col coraggio che sostiene i giusti, che tanti uomini stanno dove stanno perché hanno dato via il culo, e scusate ma chi mi legge lo sa che non sono una raffinata signorina di famiglia aristocratica. Cari moralisti, ci sta tanto maschiame in giro, tra attori, cantanti.. e sì, anche politici, che ora si trova in una certa posizione perché prima si è messo in un’altra, ben nota, e a tratti dolorosa, posizione. O magari s’è accompagnato alla giusta signora, mettendoci lei.
Ma giammai! Sono solo le donne a doversi sentir dire che sono troie. Troie se posano nude, troie se si vestono succinte, troie se sono belle, troie se sono libere. Mai nessuno ha chiamato troia un uomo che va in tv a fare il ragazzo immagine con i jeans che lasciano intravedere il pacco o che si sbianca i denti per un sorriso che ammalia.
E sì, io ho diverse idee sugli uomini troia che girano tra gli strali della tv, dello spettacolo, della politica. Ma me le tengo per me, non sono affari miei.
Non che io farei lo stesso, non che io approvi o sia pronta ad applaudire chi si fa strada così.
Tuttavia… rimando ad un mio vecchio post su quel babbeo di Robert Pattinson.
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18/02/2013 Le leggi stupide vanno aggirate…

…e questo vale anche per quella legge che, in questo particolare periodo pre-elettorale, vuole che ci sia silenzio assoluto sui sondaggi che riguardano le performance dei partiti.
Mia mamma mi ha sempre insegnato che se non sono d’accordo con qualcuno, ma necessito per qualche motivo della sua approvazione o lo scontro mi recherebbe un danno superiore alla soddisfazione del contestare in sé per sé, il modo migliore per cavarmela è rendere questo qualcuno contento e cojonato. In poche parole, prenderlo per il culo a mio vantaggio.
Così è bene essere rispettosi della legge, certo che sì. Non parliamo di sondaggi e performance dei partiti a livello nazionale e regionale. Dedichiamoci piuttosto alle #corseclandestine, organizzate presso l’ippodromo di Notapolitica, che vi invito a seguire. Persino l’Economist si è scomodato per parlarne ed è pressoché l’unico modo per essere informati ed avere un’idea di come si sta muovendo l’elettorato italiano, cioè noi.
E noi qualcosa ancora valiamo, nonostante Claudio Bisio ci ritenga tutti (o quasi) idioti o comunque inferiori all’elettorato norvegese o danese.
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