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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

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muriel

Questa storia si chiama Il Matrimonio di Muriel. Ma partiamo male perchè il matrimonio di Muriel è finto. E’ tutto finto, è tutto sbagliato. Per cominciare, il suo nome è sbagliato. Non si chiama mica Mariel! Ma si fa chiamare così da quando ha deciso di non essere se stessa. Poi è sbagliato perchè al posto di sua madre c’è l’amante di suo padre, e le damigelle sono quelle zoccole che l’hanno cacciata via, e la sua amica quella vera, Rhonda… non la riconosce più.

Insomma il matrimonio è finto. Una roba inutile, come lei, come le ha sempre rimproverato di essere suo padre.

Inutile e brutta, Muriel. Ma sì, non c’è che dire, Muriel è brutta. Vive in un posto che mette un’ansia pazzesca, con una famiglia di fannulloni, un padre frustrato e una madre infelice. E sua sorella le dice sempre, sei terribile, Muriel, perchè nonostante la sua sfiga cronica ne combina di cagate sta Muriel, nel tentativo di scappare da se stessa.

Quando dice Sarò un successo pensa che significhi essere come gli altri. Bah, e pensare che per dare una svolta non mancava tanto. Quando viveva con la sua amica vera a Sydney diceva: da quando sono qui non ho ascoltato neanche una canzone degli Abba, e questo è perchè la mia vita è bella come una canzone degli Abba, è bella come Dancing Queen.

Invece inizia a pensare di poter scappare fingendo di essere diversa. E quando tutto va a puttane si rende conto che le buone occasioni non capitano due volte.

Capisce che sul lato inadeguato della vita si consumano sempre storie avvincenti. Sull’altro lato, copioni già visti, che non servono a nessuno. Almeno non a lei.

Bisogna lasciarsi raccontare la storia del matrimonio di Muriel per ricordarsi sempre di quanto è facile lasciarsi scappare l’essenza delle cose. E anche per avere elementi in più per individuare gli stronzi, tenersene alla larga e, laddove possibile, pisciarci sopra.

Spero di avervi incuriosito:

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Ogni anno si ricomincia. Gennaio, febbraio… fino a dicembre. E poi ricomincia di nuovo.

E ogni giorno si ricomincia. Ti svegli, vai al cesso, fai colazione… lavoro…casa. E la mattina dopo ricomincia da capo.

A volte, mentre tutto gira e rigira, capita di incrociare la tua strada con un’altra persona. E così succede che tutto il giro di ogni giorno diventa una cosa più dolce, quasi da bambini, come un parco giochi. E per quanto si sia diversi, frettolosi, occupatissimi e perennemente concentrati su altro, si trova il modo di stare insieme, incastrare due vite per farne una.

A questo mi fa pensare il Doodle di oggi, che è bellissimo e che, nel migliore stile di Google, celebra semplicemente l’amore, in tutte le sue forme. Perché non lo decidi tu di chi ti innamori.

sanvalentino

Auguro a tutti voi che possiate mettere i vostri impegni sempre dopo del vostro amore, semplicemente perché non sono altrettanto importanti.

E non c’è una soluzione se non quella 
Di rimpicciolirmi a dismisura 
Fino al punto di traslocare nella 
Borsa tua con gran disinvoltura… 
Oppure supplicare e supplicare la tua ombra 
Di cedermi la possibilità 
Di rimanere là 
A disposizione 
Cambiando se tu cambi posizione… 
O essere l’involucro 
Di ogni 
Funambolico 
Pensiero che ti viene 
Quando le giornate sono piene 
Dei tuoi maledettissimi impegni

Forse c’è una soluzione buona in più: 
Potrei farti da fermaglio 
Per capelli 
Se per sbaglio 
Ti venisse voglia di tenerli 
Su… 
Oppure travestirmi da molecola di vento 
E accarezzarti impunemente 
Il viso mentre 
Non hai tempo… 
Non hai tempo…

Max Gazzè – I Tuoi Maledettissimi Impegni

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Cosa sarebbe Sanremo senza Twitter? E cosa sarebbe ormai la tv senza Twitter? Una palla mostruosa.

Ormai sentiamo l’assoluto bisogno di condividere qualsiasi cagata ci venga in mente. La nostra testa è strutturata in questo modo.

Positivo? Negativo? Non credo sia questo il punto. Direi semplicemente diverso. Prima eravamo tutti un po’ soli davanti alla tv. Oggi siamo una comunità di spettatori che interagiscono tra loro. Criticoni? Forse. Superficiali? Può darsi. Cazzoni? Fortunatamente sì. Ma non certo più di prima. Non sopporto lo snobismo di chi sostiene che i social network siano pieni di cazzoni (sentendosene automaticamente escluso, anche se non lo ammetterà mai).

Fatto sta che guardare la tv ha assunto una dimensione diversa da quando c’è Twitter. Così, già dallo scorso anno, anche Sanremo è meno noioso. Nessuno avrebbe potuto tollerare Toto Cutugno senza il sostegno morale di altri italiani in rete. Nessuno avrebbe potuto ascoltare fino alla fine le canzoni di Mengoni se non avesse avuto la certezza di poter leggere su Twitter che anche altri stavano pensando che erano una vaccata.

Io personalmente sento sempre bene al cuore seguendo una twittera mitica. Vorrei portare la vostra attenzione (semmai ce ne fosse bisogno) sui tweet sanremesi della Sora Cesira, immancabile commentatrice della kermesse ligure.

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La attendo al varco quando arriverà madama Carla Bruni:

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