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23/03/2013 Crisis Cuisine #10
Mai ci fu crisis più crisis di questa da quando ho aperto questo blog.
Eh sì, perché dovete sapere che il 31 marzo scade il mio contratto di lavoro e…no, in effetti c’è la quasi certezza che starò con le pezze al culo. Quando il tuo contratto è in scadenza, il capo ti fa consumare i giorni e le ore di permesso residue, così che non si debbano monetizzare. Pertanto, sono in vacanza. Sì, perché in realtà, chiamando le cose con il loro nome, io al momento sono in un limbo favolistico. Non sono disoccupata, non fino al 1 aprile. Pertanto sono in vacanza.
Dunque, vediamo, come si sta in vacanza? Magnificamente. Era ormai qualche anno che non mi accadevano le seguenti cose:
- svegliarsi senza sveglia;
- fare colazione con calma, ponderando il da farsi e valutandole più svariate ipotesi, dalla passeggiata incurante alla visita culturale al museo;
- girellare per negozi comprando l’inutile;
- guardare la tv a orari che non pensavi neanche esistessero più;
- non preoccuparsi di addormentarsi troppo tardi;
- fare discorsi sul senso della vita;
- chiederti: che si fa stasera???
E poi la decisione: azione. Devo sfogarmi, devo incanalare incazzature ed energie negative in forza positiva e benefica. La soluzione, ovviamente, è dentro Decathlon. Aggirandomi per il megastore penso che potrei fare: box, golf, ippica, ciclismo, campeggio… Penso che avrei bisogno di una giacca a vento, sai, per quando sto sull’Himalaya e sento l’aria rigidina. Provo a infilarmi un guanto da baseball e sono attratta dalle mini palle da calcio, basket e rugby. Alla fine opto per una tenuta da corsa primaverile.
Così stamattina mi decido: vado a fare sport. Dopo una camminata veloce e una leggera corsetta, penso che c’è qualcosa che ancora mi manca. Ma certo! La cucina sana!
Mi reco alla Sma e …ecco a voi il piatto del giorno. Un vero,autentico piatto della crisis cuisine, non perchè costi poco, ma perché dettato dalla crisi di una che sta lì lì per chiedere l’elemosina, ma non vu0le arrendersi!
Signori e signori: Un régime sain
Ingredienti: pomodorini ciliegini biologici; mozzarelline tipo bocconcini in offerta; prosciutto di Parma, dolce, magro, bono, tagliato fino, in offerta anche quello; fragoline biologiche, non quelle grosse come mele ma quelle più piccoline, che hanno un’aria molto più sana, purtroppo non sono in offerta; un filo d’olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale iodato; un buon bicchier d’acqua.
Facoltativo: mezza fetta di pane.
Sciacquare amorevolmente numero otto pomodorini ciliegini e tagliarli a metà. Selezionare numero tre mozzarelline tipo bocconcini e tagliarle a metà. Spaparanzare numero cinque/sei fette di prosciuttino, quello bono di cui sopra, nello stesso piatto insieme agli altri due ingredienti. Condire con leggerezza e parsimonia con olio extravergine d’oliva e poco sale iodato, sennò fa ritenzione.
In una ciotolina a parte, riporre circa dieci fragoline, da consumare al naturale, senza fronzoli, evitando di pensare al 1 aprile, sorridendo amaramente sul fatto che è proprio un bel pesce d’aprile rimanere senza lavoro! Ha ha… ha…………….ha…………
Accendere il pc e mettere su SkyTg24, dove almeno sentirai di qualcuno che ha decisamente più problemi di te.
E chi t’ammazza!
Etichette: benessere, cucina, disoccupazione, ferie, lavoratori, lavoro, mozzarella, olio, pomodorini, prosciutto di Parma, ricette, roma, sale, salute, Sma, sport
03/10/2012 Almeno qualcuno che apprezzi la tua spigola
Stringendo al massimo, riducendo all’osso, quello che è importante, quello che ti fa stare bene, è il calore.
Ci sono cose, come la vittoria, che possono darti una momentanea illusione di calore.
Potresti essere un calciatore famoso, un uomo per bene, tutto d’un pezzo, appassionato e onesto. Sei all’apice della tua carriera perché hai segnato un golasso incredibile e tutti ti adorano. Però ti fai male durante un allenamento e rimani fregato. Ma anziché sentirti perso capisci che la tua vocazione è fare l’allenatore, però nessuno te ne dà la possibilità. Eppure hai una tattica vincente, magnifica, un programma minuzioso, quello schema che chiami L’uomo in più. Per inseguire questo pallino rinunci anche all’ultima possibilità di essere felice con la donna che ami. Quella sarebbe stata una via d’uscita, o almeno un nuovo inizio. Ma piuttosto che rinunciare a quel sogno mandi a puttane la possibilità di venire apprezzato almeno come uomo, se non come allenatore.
Oppure, ad esempio, immagina di essere un cantante napoletano. Uno dei tanto per i quali il pubblico stravede sempre e comunque. Immagina che, anche non essendo più giovane, fai la vita del giovane, e del giovane coi soldi, perciò praticamente non rinunci a niente. Tutti ti adorano, e sicuramente è per via della tua musica, la cosa che ti dà il successo e che rende possibile tutto il resto. Sei circondato da soldi, fama, ammirazione e ottieni tutto quello che ti va. Chi se ne frega se non ami più tua moglie, tanto te ne fai una diversa ogni volta che ti gira. Poi un bel giorno ti trovano a letto con una minorenne e va tutto a puttane, anzi a puttanissime.
La differenza tra te che sei un cantante e quello che è un calciatore, è che tu alla fine sei più forte. Di finire i tuoi giorni da solo o ridimensionando le tue aspettative e i tuoi sogni non ti va per niente. Preferisci piuttosto mandare a fanculo tutto il passato, che è una cosa noiosa, e trovare una dimensione che ti sappia restituire un po’ di calore, stando in compagnia di chi sa apprezzare almeno il modo stupendo in cui sai cucinare la spigola.
Tu, contrariamente al calciatore, alla fine giungi alla conclusione che a vita è na strunzata, non nel senso che sia da buttar via, ma sicuramente è da prendere per il verso giusto, senza ammalarsi dietro alle cose, perché tanto la vita non è fatta che di momenti, uno di seguito all’altro, e tutto quello che ti dà ebbrezza è un altro momento, che passa veloce come una pippata di coca.
Il calciatore è convinto che nella vita non esiste il pareggio, accontentarsi è una merda, una cosa da deboli e da falliti, piuttosto meglio perdenti che pari e patta.
Tu invece sei convinto che alla fine, se hai abbastanza palle, trovi nella quiete del pareggio una bella vittoria. Così, senza che nessuno te lo abbia chiesto, senza che sia tuo dovere, aiuti questo sconosciuto calciatore a pareggiare in extremis, tanto per dare un senso diverso alla sua sconfitta. E allo stesso tempo pareggi pure tu, anche perché cosa vuoi fare a questo punto? Vincere? Nelle tue condizioni? Impossibile.
Ma perdere mai, perdere è una merda peggiore del pareggio. Meglio piuttosto trovar qualcuno che apprezzi la tua ottima spigola. E visto che a casa tua non ci viene più nessuno….
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09/08/2012 Sullo sport
Che io non sia in forma è una nota verità. Non è sempre stato così. Io non sono in forma da quando ho iniziato a lavorare. Prima avevo tempo libero, ovviamente. Ora non ce l’ho quasi per niente. E il poco che ho, non lo spreco certo a tenermi in forma.
Ma ora ci sono le Olimpiadi. Con le Olimpiadi in corso, anche i somari parlano di sport. Si parla di sport soprattutto a cena, davanti ad un bel piatto di carbonara, mentre si guarda alla tv la gente che fatica. Sono belle occasioni per confrontarsi con chi è in forma quanto me.
Sono momenti che ci servono a scavare indietro nel tempo, quando eravamo alle medie o al liceo, e c’era l’ora di ginnastica. Tutti i professori di ginnastica adorano far giocare gli alunni a pallavolo. Ti mettono lì a palleggiare e poi ti fanno giocare. Che gli costa? Io odio la pallavolo.
Al liceo, tra l’ora di latino e quella di chimica, prendevamo lo zainetto e ci dirigevamo alla palestra. Tra l’altro, al liceo noi non avevamo una palestra. Facevamo un po’ di strada a piedi per andare in una convenzionata con la scuola. Il rischio era di trovare pioggia, freddo, acciaccare una merda (cosa che io feci più di una volta), essere investiti… insomma queste cose qui. Una cosa che neanche in Nigeria credo. Una volta arrivati lì, ci buttavano a giocare a pallavolo. Maschi da una parte e femmine dall’altra, perché la ginnastica non si faceva insieme. Tu mettevi lì gente che sgobba sulla perifrastica attiva e passiva e gli facevi fare sport. Cosa poteva uscirne? Io ho avuto male al polso destro per anni per via di quella pallavolo di merda, fatta a freddo così. Una mia compagna di classe si frantumò un mignolo.
Ricordo che alle scuole medie c’è stato un periodo nel quale il professore era fissato che doveva darci un assaggio delle Olimpiadi. Così ci fece provare a fare i salti, senza un minimo di preparazione, niente. Così. Dal nulla, adesso salta. Dal nulla, corri i 100 metri, ammazzate de fatica e schiatta. Ricordo che prese un piccolo peso, proprio come quelli che lanciano quegli energumeni delle Olimpiadi, e provò a farcelo lanciare. Il massimo gettito fu credo 5 cm. Tra l’altro il peso in questione era una roba indignitosa, riverniciato 10 volte, scrostato, puzzoloso e vecchio. Una cosa disgustosa. E vogliamo parlare dei salti? Ci si buttava all’indietro come zucchine lesse guardando con terrore l’asta e poi si rovinava sul tappetone pidocchioso e mai lavato della scuola, intrigandosi con l’asta suddetta.
Acquafan ieri sera ha raccontato di quando a lui e mio fratello il professore a scuola gli fece correre i 1000 metri. Il percorso prevedeva una specie di radura alla metà. Radura nella quale la gente si fermava stremata, qualcuno a fumare. Acquafan arrivò alla meta dei 1000 e vomitò. Probabilmente dopo fece lezione di algebra.
Suvvia, lo sport nelle scuole è fatto di merda, da gente incompetente. Il professore di ginnastica dei maschi del mio liceo un giorno mi raccontò di aver ucciso uno squalo e di essersi scopato una turista francese…. non si reggeva dritto…. di cosa stiamo parlando…E’ proprio sbagliata la prospettiva, il metodo, lo scopo e il tempo.
E devo dire che in questi giorni mi sono anche chiesta tante volte cosa sia davvero lo sport.
Secondo quel pozzo di scienza spicciola di Wikipedia, lo sport è l’insieme di quelle attività fisiche compiute al fine di intrattenere chi le pratica o anche chi ne è spettatore. Pare quindi che si tratti di attività fisica,cioè fatta con il fisico, con il corpo. E pare anche che la caratteristica fondamentale sia l’intrattenimento. Cioè, io faccio qualcosa con il mio corpo, qualsiasi cosa, e alla gente piace guardarmi. Non solo alla gente piace guardarmi, ma io mi devo divertire un mondo. Insomma fai una cosa con il tuo corpo e ti ci diverti.
Esattamente, guarda proprio esattamente. Sto pensando la stessa cosa che state pensando voi.
Soprattutto alla luce del fatto che ci sono certe cose veramente noiose che sono considerate invece uno sport olimpionico. Ieri sera a cena ci si interrogava, ad esempio, su uno sport nel quale l’atleta fa fare vari saltelli e zompetti al cavallo, provando i vari stili di trotto, trottarello, passeggiatina simpatica, curvetta di qua, curvetta di là…. lo sport si chiama dressage, ed è una noia mortale e incomprensibile. Metterci sotto una colonna sonora figa non ne cambia la sostanza:
Poi ci stanno quegli sport che coinvolgono il lanciare qualcosa e chiapparci di brutto, come ad esempio: tiro con l’arco, tiro al piattello, fucilata incredibile, sparatoria aggravata, tiro al bersaglio, mira perfetta, preso in pieno, bingo, centro…e vari altri.
Forse praticarli è divertente, chi lo sa. Guardarli… ne dubito moltissimo.
Per capire al meglio il significato profondo della definizione di Wikipedia, io vi invito ad assistere ad uno sport appassionante, coinvolgente, divertente per chi lo pratica e per chi lo guarda. Potete trovare molti atleti professionisti e semplici amatori su tantissimi siti internet. Io ve ne consiglio un paio, che ne raccolgono le performance.
Uno si chiama Youporn.
L’altro si chiama Pornhub.
P.S.
Mi farebbe piacere avere delle testimonianze di voi, che avete fatto ginnastica alle medie o al liceo. Perché non mi raccontate?
Etichette: corsa, dressage, fitness, forma fisica, lancio del peso, olimpiadi, scuola, sport
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