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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Le tradizioni sono una cosa importante. La cosa fighissima delle tradizioni è che puoi crearne sempre di nuove. Così diventano nuove tradizioni, ed è un ossimoro fantastico. Perchè, come disse saggiamente il principe di Zamunda, è anche tradizione che i tempi cambino.

Così io e alcuni disperati abbiamo iniziato una nuova tradizione: ogni volta che viaggiamo da Roma a casa e da casa a Roma, ci sintonizziamo su RadioIncontroItalia. Fa ridere, lo so. I giovani sentono altre radio. Però Radio Incontro è una chicca vera e propria. Passano canzoni d’altri tempi, canzoni che hai dimenticato o non hai mai sentito. Alcune fanno veramente schifo. Ma proprio schifo. Sono quelle che rendono il viaggio divertente, perchè non finisci mai di chiederti chi abbia mai potuto comprare il disco a suo tempo.

Quando abbiamo un dubbio sulla paternità della canzone, cerchiamo il testo sullo smartphone e scopriamo di cantanti sconosciutissimi, di gente che adesso probabilmente è impiegata alla posta o ha fatto fortuna in Uganda, dove apprezzano la sua musica.

Però ogni tanto di capita di sentire delle canzoni proprio belline. Ieri notte hanno passato una canzone meravigliosa, che si chiama Fortissimo, ed è di Rita Pavone. Cioè, io non lo so se è di Rita Pavone, ma alla radio la cantava lei. Se cerchi su Youtube vedi che l’ha cantata anche Mina…ma non c’è proprio paragone. La canzone è di chi la canta meglio. E la Pavone è una spanna sopra a Mina. Perchè Mina sta canzone non la sa proprio cantare. Cantata da Mina sembra un lamento palloso di una vecchia noiosa che pensa di essere innamorata di un gigolò che non la ricambia. Cantata da Rita Pavone è tutta un’altra cosa. È una cosa enorme che si sforza di rimanere piccola e privata.

E mica ce la fa.

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