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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

La prima lezione sulla rivoluzione è che tutti possono fare la rivoluzione. Tutti, in qualsiasi luogo, tempo e condizioni.

La seconda lezione sulla rivoluzione è che bisogna sempre controllare di non rimetterci dei soldi.

Non ho la forza, nè l’influenza necessaria, per combattere le cosiddette ‘caste’ ai livelli più alti. Non posso mettermi di traverso alla casta dei politici, o dei banchieri, o dei tassisti (non prendo mai il taxi). Non posso neanche lottare contro la casta dei dipendenti pubblici, dei militari e dei medici.

Ma posso dar battaglia, con onore, alla casta delle macchinette.  Posso dar filo da torcere ai dispensatori di orrendo caffè, ignominoso cappuccino, orrido tè e dannoso orzo. Posso boicottare le celle frigorifero che mi consegnano croissant gelati, patatine ghiacciate e acqua sovrapprezzo, nonchè tramezzini radioattivi.

Posso e lo faccio. Lo faccio e lo farò.

Ho iniziato dal basso fino a mettere su un’articolata strategia. Eccola divisa per punti:

– al posto della bottiglietta da mezzo litro a 30 cent, ne tengo una da due litri a 33 cent;

– patatine rigorosamente sottomarca, ottime e grassissime;

– riserva di biscotti e biscottini da gustare a varie ore del giorno;

– scorta di frutta di stagione.

Ma il punto fondamentale, su cui ruota l’intero sistema rivoluzionario da me ideato, è il bollitore elettrico. Non un bollitore qualsiasi, ma THE bollitore, quello perfetto, quello sotto i 10 euro. Eccone un ritratto:

Come potete vedere, è molto bello ed elegante.

Considerato l’acquisto del bollitore il punto focale della mia rivoluzione, bisognava rendere ufficiale l’insediamento del nuovo potere.

Ho ritenuto opportuno che la dittatura delle macchinette sapesse che avevo spodestato il tiranno e passato le consegne ad un nuovo esecutivo. Sigillo del passaggio di consegne, la mia restituzione della chiavetta ricaricabile.

Trionfante, impettita e orgogliosa, mi sono avvicinata all’uomo riempitore. Gli ho intimato di arrendersi. Egli ha facilmente gettato la spugna. Quanto facilmente crollano i regimi non sostenuti dal popolo e dalle idee. Lo sconfitto mi ha riconsegnato la cauzione, pari a euro 6.

Vittoriosa, mi sono seduta alla mia scrivania e ho lavorato meglio che mai.

Soltanto dopo ho pensato che forse nella chiavetta c’erano ancora dei soldi.

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