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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Il luogo oscuro dove sta tutto ciò che la cucina tradizionale schifa e proibisce. Lì è dove mi rifugio ogni qualvolta sento l’estro prendere il sopravvento.

Non sempre i miei esperimenti riescono, ma laddove riescono sigillo il mio successo dando un nome al piatto creato. Molti dicono che in realtà mi approprio di ricette altrui ma questo non è vero. Le invento e poi le brevetto. E se qualcuno ci ha pensato prima di me io non ne sono certo a conoscenza. Così è nato l’uovo alla bavarese, all’etrusca e alla selbmann. Così è nato anche il risotto Tunisia e moltre altre ricette di mia invenzione.

Ieri sera mi sono ennesimamente cimentata con il pesce al forno ed ero sicurissima che la mia avventura sarebbe stata un trionfo di gusto. E’ vero che effettivamente l’accostamento era ardito, ma cercando su Google ho trovato anche il deciso sostegno di alcuni forum che rappresentano un’autorità nel campo della cucina fai-da-te.

Scendendo nel particolare, ho cucinato un cefalo, che  dalla sapiente pescivendola che me lo rifilò mi venne descritto come pesce dalle doti nascoste, appena un po’ spinoso ma dalla carne sostanziosa, uno dei pochi pesci non da allevamento.

Era in offerta. Fu facile convincermi.

Ebbene, io pensavo che il sapore del suddetto cefalo sarebbe stato…difficile, per palati coraggiosi. Invece è venuto proprio ‘na merda, tanto che uno dei miei coinquilini, entrando in cucina, ha affermato:  “c’è uno strano odore qui”.

Quindi, in conclusione, non cucinerò mai più cefalo con cipolle, fagiolini verdi e pecorino romano.

Inutile storcere il naso. Non sono certo la sola che propone miscugli insani, insensati e nefasti.

Ad esempio oggi Sacconi ha detto che l’oggetto dei desideri del Pdl è l’Udc.

A me piace ricordare il povero cefalo così come mi piace ricordare il Pdl: vivo.

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