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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Quello della cittadinanza ai figli degli immigrati è indubbiamente un nodo che andrà prima o poi affrontato. Vuoi perché l’Italia invecchia, vuoi perché i figli degli immigrati sono di fatto dei contribuenti a tutti gli effetti, vuoi perché sono una forza lavoro, vuoi perché alla fine è anche giusto dar loro una madrepatria nella terra che i loro genitori hanno scelto di abitare.

Per inciso, nessuno pare porsi seriamente il problema di come incentivare anche gli italiani a fare figli, di come sostenere le donne lavoratrici e i genitori single, di come garantire alle famiglie il servizio essenziale degli asili nido  (che vedono in cima alle liste dei posti riservati proprio i figli degli immigrati, alla faccia dell’Italia razzista). Nessuno pare notare che il tasso di occupazione delle donne è molto inferiore a quello degli uomini immigrati. Il che significa, tra le altre cose, che le donne immigrate tendono (per scarsità di occasioni o per cultura) a fare le casalinghe e occuparsi a tempo pieno di famiglia a figli, diversamente dalle donne italiane…

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