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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

…perchè, ora come ora, non ha ben deciso cosa vuole fare da grande.

Una cosa sola i tedeschi l’hanno chiara: Berlino deve essere una figata. Tutti devono saperlo e a tutti i costi. E considerando per un attimo quanto i tedeschi sono testardi…scommetto che ce la farà.

Solo che a quanto pare hanno questa tentazione di fare tutto moderno, di rinnovare tutto tutto tutto. Invece secondo me sbagliano. Hanno sto pallino di fare di Berlino la capitale della sperimentazione artistica, della cultura alternativa, della  musica tecno e della libertà sessuale (ma dov’è sta libertà? nelle dark room, nascosta…). Vogliono farti vedere quanto poco gli è pesato avere il muro, quanto velocemente si sono ripresi e quanto anche la città si sia rialzata in men che non si dica.

Quindi ti vendono i colbacchi per strada, le maschere antigas (!), ti fanno fare la foto con gente vestita come ufficiali della DDR. I pochi pezzi di muro che rimangono li hanno pure fatti ridipingere da artisti contemporanei.  Cosa che non ha molto senso perchè sai quanto sarebbe stato meglio lasciare un po’ di più le cose come erano, farne un mega museo, leggere le scritte originali. Invece rimane solo qualche filmato e per capirci qualcosa ti conviene guardarti Goodbye Lenin.

E’ giusto riqualificare, fare zone spettacolari come tutta quella del Sony Center, però sarebbe anche bello se quella divisione tra est e ovest (che poi è ancora visibile) fosse sfruttata più che coperta. Per loro superarla significa coprirla quanto più possibile. Capisco che un po’ gli faccia male ricordarselo, è ancora troppo recente. Ma secondo me nessun popolo dovrebbe vergognarsi troppo della propria storia, e poi qualsiasi storia è buona per farci soldi con i turisti, quindi perchè non sfruttare la cosa? Perchè non creare percorsi a piedi che ti facciano veramente vedere com’era in quegli anni?

Quando sarò re lo proporrò.

Comunque, la cosa che ho notato è che i tedeschi stanno un sacco da soli, mettono un po’ d’ansia. Vedi queste persone sedersi solitarie in un caffè o un ristorante, socializzano quasi solo quando bevono. La cosa buona è che bevono a tutte le ore quindi alla fine trovano il modo di socializzare. Tutta quest’allegria non l’ho notata, forse sarà stata anche la stagione. La gente è discreta, anche nei bar parla a bassa voce, neanche le auto fanno rumore. Ha tutto un suono un po’ ovattato, e per chi è abituato alla caciara romana, dove fai a botte per qualsiasi cosa e qualsiasi fila, sa di anormale.

Più di noi, secondo me, ancora non hanno niente, ma se volessero e se fossero più smart di quello che credono, potrebbero veramente farci il culo. Ma non sono in grado, ancora.

Hanno una cosa che invidio: quei bei caffè dove ti prendi una fetta di torta e qualcosa da bere, dove ti siedi anche a leggere o chiacchierare per ore e ore. Quelli sono una cosa che invidio tanto al nord Europa, che a noi manca tantissimo. Ci manca roba tipo Starbucks, che da loro è arrivato, ed è una bellezza.

Ci mancano anche mezzi pubblici efficenti, la metro aperta praticamente tutta la notte. Quella è un’altra cosa che gli invidio moltissimo.

Ma poi sai cosa? I ristoranti mica sono pieni come in Italia! Sarà che aveva ragione Silvio???? Prenotare è assolutamente inutile. Non c’è nessuno!

Una cosa che ho imparato a Berlino:
in un piccolo caffè stranissimo nella Berlino est, che si chiama Honolulu senza nessun motivo apparente, ho ascoltato i Mumford & Sons. Ascoltateli pure voi, che questa è una bella canzone:

Visitate Berlino tra una ventina d’anni.

Io magari ci ritorno. Magari ci porto anche i miei figli.

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