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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Ieri sera ho partecipato ad un evento molto gradito: la cena di laurea della nostra cara amica Gambi. Un evento che i fratelli Selbmann aspettavano da molte lune, con sincera trepidazione.

Ho i minuti contati, voglio essere puntuale. L’appuntamento è alle 20.30, ristorante a Roma centro, bellissima location, un casino per parcheggiare. Ore 20:10 sono in Piazza Bologna per caricare Luca Acquafan Agenzia. Mi lancio verso l’ufficio del restante 50% dei fratelli Selbmann. Ad uno squillo scende prontamente il fratello, al quale ho portato un cambio. Di volata verso la Corte di Cassazione, dove si dice ci sia parcheggio.

Lungo il Tevere mi rendo conto che oggi girano solo le targhe dispari e un momento di panico mi coglie…che targa ho? Luca Acquafan Agenzia mi informa che sul mio libretto di circolazione è riportata una targa dispari. Evvai.

Davanti alla Corte di Cassazione…c’è posto! Incredibile! Le leggende dicono dunque il vero. Alla  Cassazione si trova posto. Con sveltezza e scaltrezza mi infilo nell’unico posto auto a mia disposizione. E’ la mia serata fortunata. Si sta belli larghi qui, in questo parcheggio tutto mio, tutto nelle strisce, tutto che non prenderò una multa.

Mi chiedo il perchè. Io e Luca Acquafan Agenzia decidiamo di scendere e lasciare il fratello Selbmann cambiarsi in auto, davanti agli sguardi atterriti dei passanti. Appena apro lo sportello della macchina, mi investe dall’alto un rumore incessante di versi di volatili festosi, proprio sopra la mia testa. Strano, mi dico. Speriamo non mi caghino addosso. Mi volto e vedo l’orrore:

Una smart completamente ricoperta di rifiuti organici di volatili impazziti con una rara forma di diarrea fulminante.

Temo per tutta la mia persona, con uno sguardo terrorizzato, sospiro: fuggite! Sciocchi!

Fuggiamo lasciando Pino Selbmann in macchina a cambiarsi. Non abbiamo alternative…molliamo lì la povera auto, impaurita, alla mercè degli uccelli cagoni. Eccone una foto, quando era ancora viva:

Ceno con la preoccupazione delle terribili sevizie alle quali i pennuti scagazzoni stanno sottoponendo il compianto mezzo di locomozione. In più, Luca Acquafan Agenzia si accorge che a tavola con noi è seduto un tifoso della Roma, con un imbarazzante passato di juventino, e afferma serio al mio orecchio: “Non c’è niente di più vile che cambiare la squadra”.

Fortunatamente ho una pianta finta al mio fianco. Mi dà sicurezza.

Quando torniamo alla macchina, ne scopriamo l’orrida deturpazione:

Ormai è troppo tardi per andare in un autolavaggio.

Dovrei cambiare macchina, è tutto perduto. Ma mi ricordo un principio fondamentale e decido che non la lascerò sola nel momento del bisogno. E’ una questione di onore e fedeltà. Rimarrò con la mia macchina.

Non c’è niente di più vile che cambiare la squadra.

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