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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Si possono ascoltare cose meravigliose soltanto facendo un giro in tram o in un qualsiasi autobus a Roma, usciti dall’ufficio, verso la metà del pomeriggio.

E poi in questo periodo, con le luci di Natale accese a metà (perchè fa freddo a metà e quindi è Natale a metà), sembra tutto più inverosimile del solito. Quello che gira per strada è una miniera di anomalie. E non sono solo i matti a dire cose strane e pazzesche.

Così, ti può capitare la vecchietta avvezza al turpiloquio che si interroga sulla vita sessuale del Papa e racconta sconce storie da monastero misto. Ti può capitare di vedere arrivare a grandi passi un uomo che si lamenta ad alta voce della moglie, dell’amante e dei figli con la febbre. Puoi vederti correre davanti un grosso cane e subito dietro il padrone che correndogli appresso grida: “CESAREEEEEEEEEEEEEEEEE”

Può capitarti di sentire un barbone che racconta al compare quanto rimorchiava da giovane e due signore apparentemente distinte vantarsi di essere state corteggiate da Vittorio Sgarbi, da un famoso giudice e da un idraulico che pretendeva un pagamento in natura.

E poi un pomeriggio di dicembre cammini in Piazza del Popolo. La gente si avvantaggia e compra già qualche regalo di Natale. Ti passa vicino una coppia sulla trentina e vedi lui che tenta di far ragionare lei, senza successo, e senti lei urlare:

NO!
Non ho niente contro i comodini!
Non ho un problema con i comodini!

Pazzi o sani che siano, hanno tutti a che fare con cose piccole e fondamentali. Sono i loro problemi quotidiani. Sono strani, gente stranissima. E’ ovunque. Questi qui si aspettano solo che dopo tutta la fatica di acchiappare un cane che scappa o di scegliere il comodino giusto per la casa evitando di litigare a morte, ci si possa godere qualcosa della vita, senza stare lì, sempre ad un centimetro di separazione tra il marciapiede e il tuo culo. Questi si aspettano che il governo gli migliori la vita, ma alla fine lo sanno che è meglio non sperarci troppo.

E il comodino, lo facciamo all’Ikea.

Di seguito, una rivisitazione del concetto di comodino:

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