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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Spegni il riscaldamento

falalala falallalà

Apri tutte le finestre

falalala falallalà

Il cappotto nell’armadio

fala falala lalallà

Butta via la sciarpa e i guanti

falalalaaaa

falallalààààààààààà!!!!!

Goditi il bel tempo e le temperature miti: è arrivato il Natale a Roma!

Mi sono sempre chiesta come nel presepe potevano convivere cime innevate e palme tropicali, mendicanti infreddoliti e pescatori in bermuda, zampognari e cammelli. Tutto questo è ora realtà quotidiana.

Guardi le luci di natale vestito come in aprile, non ti viene neanche voglia di farti una cioccolata calda. Vampate di calore ti colgono sui mezzi pubblici.

Tutto questo porta conseguenze disastrose sul Natale, specialmente su quello spirito natalizio dicembrino che ti fa venire voglia di comprare panettoni, torroni e pandori in eccedenza, perchè non si sa mai chi ti viene a trovare a casa, perchè si sa che non bastano mai… Niente di tutto questo. Io ho voglia di gelato, frutta tropicale e roba leggera. Esagerata? Prova a berti un vin brulé con 18 gradi all’ombra, poi ne riparliamo.

L’atmosfera natalizia risulta gravemente danneggiata dal cambiamento climatico. E la cosa peggiore è che le celebri, tradizionali carole di Natale sono ormai obsolete. Nessuno si getta più con la slitta dai pendii innevati, semmai cavalca una megaonda con una tavola da surf;  nessun bambinello nasce più al freddo e al gelo, ma con una piacevole temperatura mediterranea; niente fiocchi di neve ad imbiancare gli abeti, ma noci di cocco e spicchi d’ananas a volontà.

Le possibilità sono due: o adattiamo le carole al clima africano o le adattiamo al clima californiano. Tanto ci avviamo in una delle due direzioni. Per desiderio di fighetteria, proporrei di avvicinarci alla California.  Anche perchè è difficile trovare carole natalizie composte in Africa. Più semplice trovarle in territorio statunitense.

E alla fine, ho trovato la carola perfetta. Tradizionale, natalizia all’ennesima potenza, con un sapore a metà tra l’europeo e l’americano, una cover made in Britain, ma che mi ricorda la California.

L’ho messa come suoneria del cellulare e la canto in ogni momento, per ricordarmi che è Natale, anche se non sembra.

Ve ne lascio una testimonianza audio/video:

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