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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Lo ammetto, erano giorni che cercavo di infilare una canzone in particolare in un posto dove avesse senso, dove acquistasse immediatamente un significato al di là della canzone e basta. Bisognava che ci stesse bene.

Insomma, ogni tanto anche un’ignorante come me va a leggersi qualche giornale. E  leggendo uno si accorge di una cosa molto banale, e cioè che muore un sacco di gente anche a Natale, che invece è la celebrazione della vita, della luce e della rinascita. Prendila come ti pare, da cristiano, da pagano, da affiliato a scientology. Prendila come ti pare, ma morire sotto Natale è sempre peggio che morire, che ne so, sotto Ferragosto.

Beh sul giornale ho letto che è morto un uomo, un signore. Grande. Uno di quelli che avrebbero dovuto aver trovato la loro strada da tanto tempo. Invece è morto da solo, pure in un posto bruttino, lontano da tutti, al buio. E visto che quando uno muore solo e in quel modo, nove volte su dieci la causa è sempre una, questa cosa mi fa rabbia e tristezza allo stesso tempo.

Cercavo un poraccio al quale dedicare una canzone di Natale e sfortunatamente l’ho pure trovato.

 

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