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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

La notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio. I primi giorni dell’anno. Alcuni sono convinti che sia da lì che si capisce come andrà l’anno a venire. Novità: questo è stato forse il primo Capodanno in cui non ho fatto neanche uno scoppietto, nè ho tenuto in mano la classica stella di natale che ti fa solletico alle mani con le sue scintille, nè ho mangiato panettone nè pandoro.

Alcuni punti di questo inizio anno mi rimangono oscuri ed esigono l’interpretazione di Paolo Fox. Ma andiamo per ordine.

La notte del 31 si decide di uscire di casa circa 20 minuti prima della Mezzanotte. Il risultato fu che brindammo in Via Cavour anzichè al Colosseo, come facevano tutti. Ma non importa. Non amo il caos. Accanto a noi, compare la figura di un ragazzo, da solo, in mezzo alla strada, con una valigia e un borsone, che per circa 10 minuti tenta di aprire una bottiglia di spumante e non ci riesce. Sul momento penso ad una stramberia. Arriviamo al Colosseo tra milioni e milioni di persone. C’è chi lancia miniciccioli dalle finestre, chi intona canti osceni, chi è ubriaco e chi si finge ubriaco perchè sta male non essere ubriachi a Capodanno.

Io sono sobria, e mi fanno male i piedi. Ho messo gli stivali sbagliati. La folla puzza e il dolore mi disturba. Decido di tornare alla metro Cavour. Chi incontro? Di nuovo il ragazzo con la valigia. E’ passata un’ora e non si è mosso da Cavour. Non ha la bottiglia di spumante, che infine sia riuscito ad aprirla?

All’una e mezza sono già a casa.

Il mio 2012 inizia con un pediluvio.

Il pomeriggio del primo dell’anno mi vedo con alcuni cari amici. Un tè nella mia città natale, un tranquillo pomeriggio festivo. Al tavolo arriva la cameriera che chiede se siamo pronti per ordinare. Prendo la parola e ordino un tè all’arancia e cannella. Un’espressione di terrore tinge le gote della cameriera che scappa spaventata mentre tutti al tavolo criticano la mia ordinazione sconsiderata. La ragazza torna con un menù e si nasconde nell’altra stanza.

Il mio 2012 inizia criticata e bistrattata dai miei amici più cari, solo per aver chiesto un tè che nemmeno c’era.

Il 2 gennaio mi reco in ufficio. Prima faccio tappa al supermercato per acquistare una rosetta. In fila davanti a me c’è un ragazzetto vestito da tronista di Uomini e Donne. La fornaia gli consegna la busta con il suo pane e gli dice:
Ecco a lei. Cioè, hehehe, volevo dì ecco a te!! Sei giovane. Ciao bello!

Chiedo una rosetta, sorridendo divertita. Mi consegna la busta:

Ecco a lei, buongiorno“.

Che inizio di merda.

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