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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

L’ho cercato persino da Castroni, e se non ce l’hanno da Castroni non saprei proprio dove cercarlo. Ne ho visti in vari salse, tutti megacolorati, ultraconservati, gigasaporiti. Io ne volevo uno, monogusto, taglia unica, magari all’arancio. E tondo, per la miseria. Non sferico ma bidimensionale. Non grasso ma piatto.

Un leccalecca come si deve. Un vero, classico leccalecca. Non di quelli a spirale, che non sanno mai di niente. Un semplice, meraviglioso leccalecca.

Niente da fare, mi è negato.

Abbiamo perso una cosa meravigliosa, perdendo questa tipologia di leccalecca. Ormai abbiamo il Lollipop in stile Lil Wayne. Un Lollipop sovrabbondante, voluminoso, voluttuoso. Non è abbastanza tornare ad un Lollipop in stile Mika, troppo fanciullesco. La verità è che il più malizioso di tutti i Lollipop, il più figo, resta sempre quello di Millie Small. Io rivoglio quel Lollipop lì. Quello perfetto, che senza bisogno di musichette sensuali o atmosfere da bordello parigino, diceva tutto e lo diceva bene.

 E io me lo voglio almeno ascoltare, visto che non lo posso più comprare:

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