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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Stavo preparando un lavoretto, un pezzo che ho iniziato con questo paragrafo:

Era il 1989 e usciva Weekend con il Morto. All’inizio del film i protagonisti, Larry e Richard, combattevano la calura estiva newyorkese standosene sull’incatramato tetto di un grattacielo con una mini piscina gonfiabile e una radiolina gialla a pile che gridava: “Caldo, caldo, caldo! La Grande Mela si sta trasformando in una grande mela cotta!” (CONTINUA A LEGGERE SU NOTAPOLITICA.IT)

Mentre scrivevo mi sono scoperta a pensare una cosa che mi ha un po’ stupito, e cioè che il fatto che il clima stia cambiando e stia diventando obbiettivamente sempre più caldo, per quanto possa lasciarmi con un punto interrogativo piuttosto grosso, non mi dispiace per niente. Sono amante del caldo, e che la Grande Mela si stia trasformando in una grande mela cotta a me va strabene. Vorrà dire che accenderò l’aria condizionata! Sempre meglio del termosifone, dico io. Magari potessi risolvere il freddo invernale semplicemente con un bel camino, come in casa Forrester. Il fuoco mi piace per rigirarci le salsicce, per un bel bbq stile USA, o magari per leggerci un buon libro davanti, comodamente seduti su divano o poltrona.

Forse a breve avremo un bel clima californiano. Le spiagge italiane non si prestano molto al surf ma possiamo imparare a sfoggiare indumenti caraibici continuando in ogni caso a mangiare l’amatriciana, con tanto pecorino.

Per come la vedo io, meglio il riscaldamento globale che l’era glaciale. Vuoi mettere?

A qualcuno piace caldo, a qualcuno piace freddo. A me piace pensare che abbiamo gusti diversi, e utilizzerò la colonna sonora di Weekend con il Morto per sottolineare la bellezza delle differenze, fermo restando che ho sempre ragione io:

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