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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Mi piace mangiare, e mi piace farlo in compagnia, e mi piace ancor di più farlo quando è festa, quando non si lavora e si è più rilassati.

Però c’è qualcosa che mi rovina la digestione, altera il gusto dei cibi e mi fa anche fondamentalmente incazzare. E questa cosa, siete voi. Genericamente voi. Un voi in cui, eventualmente, posso mettermi anche io. Ma soltanto eventualmente e solo per errore.

Dunque, ricapitoliamo. Lavoro, si spera che io riesca a mettere da parte dei soldini, magari non tanti ma non importa- E’ lo stesso una bella soddisfazione. Mi pare il minimo, proprio il principio di base, che io dei miei soldi faccia ciò che voglio. Invece fatti due conti veloci scopro che non posso.

Perbacco, questa pasta era buona, ma ora ha un saporaccio. Anche il formaggio…lo facevo più saporito, invece è quasi spiacevole.

Sono perplessa.

Per quale motivo io non posso disporre del mio denaro? Mi si spiega che non è che non ne posso disporne, è che debbo giustificare il motivo per il quale chiedo che la banca mi dia il mio denaro. Cioè, mi spiego, qui stiamo parlando dei soldi miei. Miei nel senso che mi alzo la mattina e dico: “mah sai che c’è…voglio proprio ritirarmi 3000 euro dalla banca, così, per sfizio”. Neanche per sogno. Per farla breve, prima di metterci le mani bisogna che io indichi cosa esattamente ci debbo fare. A chi lo debbo indicare? Al mio prete confessore? No, all’impiegato della banca. In pratica, mi si chiede sfacciatamente di mentire, a me pare.

Sono molto perplessa.

Potrei avere 12 nipoti e voler donare ad ognuno di loro 100 euro, perchè mi sento investita di un’inusitata generosità. Potrei essere un marito traditore che vuole fare un costoso regalo all’amante ma non vuole che arrivi a casa l’estratto conto con su registrato l’acquisto di un ninnolo prezioso in una gioielleria; potrei, per questo, voler pagare in contanti. Oggi so matto! Potrei essere un giovane coraggioso e desideroso di sperimentare gli ultimi, costosi ritrovati nel campo dei sexy toys di ultima generazione, ma potrei non volere che i miei vengano a sapere delle mie peripezie erotiche.

Niet. Tutto ciò mi è negato. Non posso.

Sono spaventata.

Sono spaventata perchè mi sento toccata nel mio intimo, mi sento forzata a fare o non fare qualcosa, mi sento sotto un giogo che non ho scelto di avere. Sono una cittadina, consapevole che una parte della mia sovranità la sto cedendo automaticamente, per il bene comune. Lo accetto. Con le dovute riserve ma tutto sommato lo accetto.
Nessuno però mi aveva mai detto che non posso disporre come voglio dei miei averi. Questa è ancora sovranità mia. Tu non me la puoi togliere, a meno che io non acconsenta, e dovrei essere sciocca. E tu rispetto a me non sei nessuno. Se stai togliendo a me questa libertà, se la stai togliendo a tutti e a nessuno sembra strano, c’è decisamente qualcosa che non va.

Potrei essere una vecchina, potrei essere mia nonna, abituata da generazione a fronteggiare le emergenze, abituata a sentirmi più sicura se ho qualche soldo in più in tasca o sotto il materasso. Beh nemmeno in questo caso potrei fare cosa voglio con i miei soldi. Eppure, Cristo santo, questi sono i soldi che ho sudato una vita. Sono i soldi che ho centellinato per far studiare i miei figli, per curarmi quando sono stata male, per mantenere sta casa in cui vivo e sulla quale continuo a pagare le tasse dopo una vita a spaccarmi la schiena per pulirla, tenerla in ordine, difenderla.

Ora non sono più spaventata. Ora sono proprio incazzata. Ma incazzata nera.

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