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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Sono stanca di lamentarmi del rincaro dei prezzi del carburante. Tra l’altro, uso pochissimo la macchina. Ho regalato all’Atac 230 EURO di abbonamento annuale, pertanto intendo sfruttarli fino all’ultimo centesimo. Ho fatto l’abbonamento solo perchè i controllori mi mettono ansia. Da quando l’ho fatto, non ho MAI più visto un controllore. Neanche il gusto di mostrarlo con orgoglio. Ma questa è un’altra storia.

Dicevo, sono stanca di lamentarmi del rincaro dei prezzi del carburante. Il vero, autentico furto, va a colpire l’italianità nel suo lato più intimo, là dove non dovrebbe essere colpita, là dove fare delle rinunce è una questione di tradimento della cara Patria: nel Parmigiano Reggiano.

Ormai neanche la bottarga costa così tanto. E no, non diciamo fesserie. Il Grana non è la stessa cosa, e poi ha quell’aggettivo che inizia con la “p” e finisce con “adano” che non mi ispira. No, non costa meno. E’ un risparmio minimo, il gioco non vale la candela.

Il Parmigiano Reggiano è diventato un prodotto di lusso. Per me, che ne sono una consumatrice accanita e affezionata, è un vero salasso. Tanto che nei giorni immediatamente successivi al percepimento del mio compenso, spesso festeggio comprando il Parmigiano. Me lo sparo in poche puntate. Per condire un piatto di pasta, un vero italiano ne usa almeno un etto. Io ho diritto di rimanere italiana. Non potete vendermi il Parmigiano a prezzi così alti.

E poi non lo so, ti trovi a comprare due vaccate e a tirare furi una banconota da 50 EURO, trovandoti in mano spiccioli di resto.

Io odio tutti.

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