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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Un breve percorso a piedi, da Piazza del Popolo alla vetrina di Fendi, dove annegare i propri limiti. Neanche un chilometro, fitto di follie.

Piazza del Popolo è gremita di venditori ambulanti che lanciano in aria cose luminose che non ho mai capito cosa sono, e poi le riprendono, poi le rilanciano ancora. Sento abbastanza vicina una canzone di Michael Jackson, mi volto e vedo un suo imitatore che balla, vestito come lui e circondato a distanza di sicurezza da curiosi che lo fotografano e riprendono con gli smartphone. Una coppia di orientali mi passa vicino canticchiando “all I wanna say is that they don’t really care about us” mentre gli gira un video che tra pochi secondi sarà visibile a tutti gli amici di Facebook.

Cento metri più avanti altri venditori ambulanti lanciano per terra una roba gelatinosa che si spiaccica su un pezzo di cartone, si ricompone, la raccolgono e la spiaccicano di nuovo a tutta forza. Davanti a loro, un uomo sandwich, forma ormai obsoleta di pubblicità.

Avanzo coraggiosamente e mi imbatto in un uomo vestito da Statua della Libertà. Sta fermo immobile ma non lo nota nessuno perchè s’è messo vicino a un ragazzo e una ragazza che fanno vibrare nell’aria giganti bolle di sapone. Lei richiama l’attenzione del compare dicendo: “Mira mira mira mira!

Una musica sincopata mi fa pensare che tra poco incontrerò altri ballerini. Infatti un gruppetto di 4-5 sbarbatelli si alterna in virtuose evoluzioni di breakdance. Virtuose per Via del Corso a Roma, certo. Ma almeno si impegnano.

Poco distante da loro, un signore distinto compone figure meravigliorse mescolando palloncini gonfiati di colori diversi. Ha un cane nero buono buono che lo guarda. Il cane ha uno scaldacollo nero. Lo invidio un po’, servirebbe anche a me.

Altri cento metri e c’è un tipo che alliscia un grosso cartone. Inoro quali siano le sue intenzioni ma accanto a lui c’è una collina di cartoni di succo di frutta vuoti. Chissà che ci deve fare…

Entro in un negozio di dolciumi, compro 4 bustine di gomme in polvere scoppiettanti. 4 me ne servono. La signora del negozio, una vecchina sulla settantina, vorrebbe che ne comprassi 5, però a me ne servono 4… Non riuscendo a convincermi, mi racconta di quanto Brignano abbia, secondo lei, perso la sua vena comica migliore. Non fa più ridere come una volta.

Se non fossi certa di essere a Roma e sentire un certo freddino, crederei di stare sognando o di essere finita in un girone dantesco. Ma forse, semplicemente, non c’è differenza.

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