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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

No, non è un post per erotomani. Non preoccupatevi di tenere aperta una finestra sul Corriere della Sera per fingere di informarvi sulla tragedia della Costa Concordia.

E’ un post scritto per rassicurare. Amici, miei giovani amici, giovani e meno giovani, state pur tranquilli, la prima volta va sempre buca, è una magra soddisfazione e non si raggiunge mai il risultato sperato, nonostante tanta fatica ed energia profusa. Può capitare che sia fatta in un momento imprevisto, oppure tanto per togliersi il dente. Può capitare di pensare di essere importanti e scoprire di essere solo un ripiego. Puoi prenderti una portata in faccia. Questo non vi scoraggi! Provate e riprovate, e alla fine ne uscirete vincitori.

Come spesso accade alle persone che passano troppi anni a studiare, fare sport e condurre uno stile di vita sano e responsabile, la mia prima esperienza è stata all’università.

 Mi cagavo sotto di brutto …non l’avevo mai fatto in vita mia. Non avevo neanche idea di come vestirmi, nè di come truccarmi, nè di come mettere i capelli e che atteggiamento usare.

E fu così che, a cuor per niente leggero, mi avviai a fare la mia prima esperienza di lavoro. So già che a questo punto molti smetteranno di leggere, visto che la cosa cesserà di interessare il weberotomane tipo. Mi chiamarono dalla segreteria della mia facoltà per propormi un lavoro di interpretariato. Ero una studentessa piuttosto diligente. Accettai.

Arrivata sul luogo, mi spiegarono che dovevo fare da interprete ad un bodyguard israeliano (non ridete!), giunto nella mia graziosa cittadina per proteggere una squadra di calcio di piccoli israeliani adolescenti, che evidentemente si sentivano molto minacciati a venire a giocare in questa tranquilla urbe laziale.

Venni condotta al suo hotel, lo prelevammo e lo scortammo verso un altro hotel, quello dove avrebbe alloggiato la squadra, presso una nota località lacustre della provincia. Nelle ore che seguirono fui preda della sua piacioneria, ma grazie alla mia professionalità riuscii a sfuggire sia alle sue avances sia a quei termini italiani che mi viene difficile tradurre in inglese. Ancora oggi mi chiedo come si traduca la parola coregone.

Sembrava tutto ok, finchè non ci mettemmo in viaggio per tornare in città. L’autista guidava in modo a dir poco sportivo, faceva caldo, io non sopportavo più nè il bodyguard nè la tensione della prima giornata di lavoro della mia vita. Tra l’altro scoprii tra le righe che avevano già assunto un’altra persona per quel lavoro e io ero stata chiamata perchè quella persona, quel giorno, aveva avuto dei problemi. Risultato: mi sono sentita malissimo, non per il rimpiazzo, figuriamoci, ma per la guida sportiva.

Con grande, grandissima classe, cercai di resistere fino all’arrivo in città, dove non ce la feci più e chiesi all’autista di fermarsi. Entrai correndo in un negozio di lampadari di Murano dove, sotto gli occhi stupiti dei proprietari, feci irruzione nel bagno, il quale, per la cronaca, non era per i clienti. Lì mi ripresi un po’, non prima di aver fatto cadere gli occhiali nel cesso.

Uscita dal negozio come nuova, avevo ritrovato il sorriso. Il bodyguard si prese gioco di me. Lo scortammo di nuovo al suo hotel, dove io entrai davanti a lui, ma prima di varcare la soglia mi voltai per dirgli qualcosa di stupido e urtai con tutta forza contro la porta a vetri dell’hotel, la quale, ovviamente, non funzionava bene. Il bodyguard si prese gioco di me, di nuovo.

Tornai a casa affranta. Dopo qualche tempo mi ricompensarono con ben 30euro. Pensavo che non l’avrei più fatto in vita mia, pensavo che era tutto una fregatura e non volevo più saperne nulla di queste cose da grandi.

E poi che ho fatto…ho provato e riprovato, e continuo a provare e riprovare. Perchè rispetto alla prima volta, rispetto a tutte le altre volte, l’ultima è sempre la migliore. E per una cosa così, vale la pena.

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