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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Ho sempre messo le mani avanti, sottolineando che non sono brava coi numeri, che di economia non ci capisco. Ieri sera mi chiedevo una cosa che forse sanno tutti e sulla quale io mi interrogavo. Da vera sprovveduta mi chiedevo: ma i titoli di stato, che roba sono? A che servono? E perchè io li devo vendere a qualcuno? E perchè mai dovrei comprarli?

Domande sceme, che richiedono una risposta elementare. Einstein diceva che non hai davvero capito qualcosa se non sei in grado di spiegarla a tua nonna.

Qualcuno si è messo a spiegarmi cosa sono sti titoli di stato, come se stesse parlando ad una bambina di 5 anni. E credo di aver capito. Ve ne voglio far partecipi.

Supponiamo per un attimo che io sia il capo supremo dell’Italia, ragionare per macrocose è sempre più semplice. Possiedo l’Italia, possiedo la gestione di un sistema, anzi… sono l’Italia. C’ho una serie di milioni di cittadini ai quali offrire dei servizi, c’ho una serie di cose sulle quali investire per produrre ricchezza per la mia gente. Da un lato, posso mandare avanti una parte di questi servizi grazie alle tasse. I cittadini mi danno una parte dei loro soldi e io li trasformo in servizi per la collettività. Ma ovviamente non basta, ho una marea di cose da sistemare. Le tasse da sole non bastano.

Così che cosa faccio? Emetto dei ‘buoni’, che chiamo ‘titoli di stato’. Chi compra un titolo di stato mi fa un prestito. Me lo fa perchè poi io prometto di restituirglielo con gli interessi. Ok, ma io allora, stato, che ci guadagno? Semplice! Quei soldi che mi sono stati prestati, oltre che in servizi al cittadino, io li investo! Li investo in ricerca, in produzione, insomma in cose che mi portano una crescita.

Chi mi fa il prestito, conta che io, con i soldi che mi dà, potrò crescere, e quindi certamente ripagare il prestito.

Ora, succede che se io non cresco…il risultato ovvio è che mi impoverisco. Se mi impoverisco, la gente non mi presta più i soldi, perchè non ha la sicurezza che io sia in grado di restituirli con gli interessi. Non mi farà un prestito, a meno che io non gli dica che gli interessi a cui glieli restituisco siano molto convenienti per lui. Così lu ci pensa e dice: “bè insomma, se poi mi ci dai un interesse così alto quasi vale la pena che io me la rischi!”

Così io, stato che cresce poco o per niente, vendo i miei titoli di stato, i miei buoni, a interessi altissimi. Il che vuol dire che dovrò sborsare una quantità di denaro per restuirli.

Le agenzie di rating stanno lì a giudicare quanto io sono in grado di ripagare i prestiti che mi vengono fatti.

Standard & Poors, declassandoci, ha detto, in soldoni, che io non sono molto affidabile, ovvero che chi mi presta i soldi poi non è prprio così sicuro di rivederli con gli interessi.

Quando si dice che si alza lo spread (ovvero la famosa differenza tra il valore dei titoli di stato italiani e quello dei corrispettivi tedeschi) vuol dire semplicemente che la Germania è molto più affidabile di noi nel restituire i prestiti che le vengoo fatti. Per questo motivo, non ha bisogno di promettere interessi altissimi. Può tenerli bassi, perchè è considerata affiadabile. Ed è considerata affidabile, evidentemente, perchè cresce più di noi, perchè si prevede che diventerà più ricca, e noi più poveri.

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