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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

…utilizzando il telecomando del vostro digitale terrestre potrete mutare il corso degli eventi.

Diceva così l’avviso che apriva le puntate della fiction Sensualità a Corte.

Un prodotto geniale, dalla mente di un comico geniale, autore anche dell’imitazione più riuscita in assoluto dell’orrida Camilla Parker Bowles.

Di Sensualità a Corte, non mi perdevo una puntata. Ne conosco a memoria ogni singola battuta, ne amo e venero i personaggi. Mi ha sorpreso, ma non troppo, sapere che Victoria Cabello (uno dei pochi motivi per cui vale ancora la pena guardare la tv) ha riportato in scena le avventure del baronetto Jean Claude e di Madre. Ne sentivo una mancanza incredibile.

Marcello Cesena è il maestro assoluto del nonsense. Non se ne può più di quei comici da strapazzo, da sagra di paese, come quelli di Colorado o come la stragrande maggioranza di quelli di Zelig. Non mi hanno mai fatto ridere, non li ho mai apprezzati. Sono rimasta fedele al mio Jean Claude.

Per chi non la conosce non è semplicissimo spiegare di cosa si tratta. Jean Claude è un baronetto francese, evidentemente omosessuale, la cui instabilità emotiva è fondamentalmente determinata da Madre, la sua genitrice psicopatica, omofoba, dispotica, brutta e… irresistibile. Jean Claude tenta in tutti i modi di tenere nascosta la sua indole spiccatamente gay per non incorrere nelle ire di Madre, la quale però, per farlo contento, gli dona in diverse occasioni tutti i migliori ritrovati della bellezza femminile che il figlio desidera. Jean Claude ha persino una fidanzata di copertura, Cassandra, la quale si lamenta di continuo di non ricevere le sue attenzioni sessuali. Jean Claude la terrebbe volentieri come migliore amica, per scambiarsi trucchi, scarpe, pochette e vestiti. L’inattività sessuale, porta la povera Cassandra ad avere numerosi amanti durante la fiction.

Jean Claude, nel frattempo, cerca e trova il calore dell’amore altrove, lontano dal palazzo nobiliare in cui si sente ingiustamente imprigionato. Si innamora di eroi machi e impossibili e tenta di conquistarli in qualsiasi modo. I suoi innamorati saranno nell’ordine: Batman (alias Renato), Dart Fener (alias Stefano), Diabolik (alias Armando), Robin Hood (alias Titti) e Wonder Woman (che in realtà è un uomo). L’unica persona dalla sua parte, che partecipa attivamente nell’organizzazione delle sue scappatelle dal palazzo per incontrare i suoi innamorati, è la maldestra Madrina, che non fa che cacciarlo in situazioni al limite della sfiga umana, dalle quali il baronetto esce sempre con le ossa rotte.

Sensualità a Corte si ama o si odia. Non ci sono mezze misure. Rimani indifferente o ti rotoli per terra dalle risate. Dipende da quanto sei scemo. Non ho mai saputo resistere a questa fiction dagli effetti speciali volutamente merdosi, zero cambi di costume, refrain che ti si stampano nel cervello. Ho inizato a chiamare Madre un po’ chiunque, chiamavo e chiamo ancora Renato una mia amica, è normale dire “NNUUUOOOOOOOOOO” ogni volta che mi capita qualcosa di tragico, dicevo sempre “Eh ma che schifo!” per qualsiasi cosa schifosa accadesse.

Sensualità a Corte è un must. Una figata pazzesca. E ora scusate, devo scappare, mi è sembrato di vedere una parure di cremine alla vitamina D.

Date retta a una che non capise niente, guardatevi la saga completa di Sensualità a Corte! Peccato che on line hanno praticamente cancellato tutto per i soliti cretini diritti d’autore…


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