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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

 

La dimensione live non è sostituibile da niente al mondo.

Nessun venditore di cd e nessun violatore di copyright sostituirà mai ciò che può darti un biglietto d’ingresso per un’esibizione dal vivo, per quanto sia sofisticato il tuo impianto stereo in salotto o il tuo iPod. Nessun dvd potrà mai restituirti l’emozione del grande schermo, per quanto sia grande e in alta definizione il tuo televisore LCD. Nessun e-book profuma come un libro nuovo la prima volta che lo sfogli, così come nessun panorama da calendario potrà mai prendere il posto di una vera gita in montagna e nessun libro di arte potrà mai restituirti lo splendore dell’opera del pittore o dello scultore.

È il modello economico che c’è dietro il prodotto culturale che sta per cambiare, anzi, che deve necessariamente cambiare. L’artista non può più essere quello che registra una canzone e campa per sempre con i diritti d’autore, come un contratto a tempo indeterminato. Quello dell’arte è un mestiere nomade, itinerante, lo è stato dalla notte dei tempi. L’artista deve tornare ad essere ciò che era: un mercante di emozioni autentiche, che la gente è disposta a pagare.

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