Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Questa cosa di mettere un doodle diverso per le occasioni speciali mi rende Google simpatica oltre ogni immaginazione. E il doodle di oggi è veramente bello, anche perchè commemora un’occasione speciale: Charles Dickens avrebbe 200 anni.

Il compleanno di Dickens mi porta automaticamente in un mood natalizio, sarà anche colpa della neve. Perchè alla fine Dickens ha scritto un mare di roba, ma quella che tutti ricordano e conoscono sin da bambini è sempre il breve e magnifico A Christmas Carol. Non ho i numeri alla mano, ma penso di non sbagliare se affermo che è forse uno dei racconti più ‘riscritti’ della storia della letteratura. Ha avuto talmente tante vite che ci si possono riempire decine di tesi di laurea, e sicuramente qualcuno l’ha già fatto.

La versione della Disney è magistrale, la migliore per quanto riguarda l’animazione. Ma riguardo ai film non c’è proprio storia, la versione migliore è del 1988, è americana e porta il seguente titolo: Scrooged. Una delle cose più urtanti della lingua inglese è che a volte riesce ad essere intraducibile in italiano. Difatti da noi il film uscì con il titolo S.O.S. Fantasmi. Un titolo di merda.  Tuttavia è quanto di più meraviglioso si sia fatto per proporre in chiave moderna il famoso Canto di Natale.

Ebenezer Scrooge diventa Frank Cross, interpretato da Bill Murray. Eccolo in una scena con il fantasma del Natale passato:

Frank è al vertice di un’emittente televisiva, un imprenditore senza scrupoli, per certi versi anche ammirevole, perchè è un uomo che si è fatto da solo ed  è arrivato in alto. Ovviamente è avaro e avido, cattivo e incattivito, solo, refrattario ai rapporti umani.  E poi c’è la storia nella storia, perchè l’emittente sta producendo uno spettacolo da trasmettere la notte di Natale, e quello spettacolo è proprio la messa in scena di A Christmas Carol, nel quale sono previsti topi con le corna da renne e balletti di seducenti showgirl delle quali Frank sostiene si debbano vedere i capezzoli.

Dopo le visite dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro tutto finisce ovviamente per il meglio, in un retorico, rivisto, risentito, fantastico e americanissimo sermone sulla bontà e il senso del Natale. Lo adoro, perchè sì, perchè sono figlia degli anni 80, perchè sono cresciuta nel mito di New York e degli Stati Uniti, e ogni volta che lo vedo (e lo vedo ogni anno) piango come una cretina.

Date un’occhiata al finale e, qualora non aveste visto il film per intero, fatelo! Adesso!

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: