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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Questa italiana tendenza a trovare simboli e feticci ovunque. Una faccia dietro la quale schierarsi, un’aforisma da erigere a suprema regola di vita.
I manifestanti sono sempre la chiara dimostrazione della deriva di questo o quel partito, della rovina morale di questa o quella generazione.
I poliziotti sono sempre il simbolo della deriva del senso dello stato, o magari, al contrario, dell’onore e dell’orgoglio delle istituzioni.
Mai una cosa che venga presa semplicemente per quella che è, valutandola, analizzandone i pro e i contro con un minimo di pragmatismo, di senso pratico. Non tutte le cose sono tutte bianche o tutte nere. Esistono varie sfumature di grigio, solo che vengono trascurate, perchè l’insaziabile voglia di tifare per qualcuno acceca. Ci sono buoni e cattivi. Punto. Stupidi e intelligenti. Brutti e belli.
Siamo alla disperata ricerca di eroi, della nostra squadra, di qualcuno che combatta per noi e faccia le cose per noi.  In fondo cerchiamo qualcuno che ci rappresenti, e se lo cerchiamo mi pare ovvio che ancora non esiste.
E questo è un bel problema. Anzi, è una tragedia.
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