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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

…non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù, va all’Inferno a testa in giù.

Ce ne sono altre versioni ma il tratto comune è che allo spione non va mai egregiamente nell’aldilà. E questo mi preoccupa, perchè io faccio parecchio la spia. Metto in rete tutti quelli che non mi fanno lo scontrino, i ristoranti che non mi piacciono, le cose che mi danno fastidio. Forse più che una spiona sono una rompicoglioni. Ad ogni modo, l’aldilà sarà una bella grana per me, ci scommetto.

Una cosa che mi dà particolare gusto è trovare le somiglianze tra le canzoni, altrimente dette plagi. Devo dire che ho un buon orecchio. Chi si loda di sbroda e io, in questo caso, mi sbrodo volentieri. Ho un ottimo orecchio, non semplicemente buono. E poi sento tanta musica.

Tra le mie più grandi soddisfazioni, aver trovato la somiglianza quasi agghiacciante tra Philadelphia di Neil Young e Per Fare a Meno di Te di Giorgia, oppure tra il giretto di chitarra di Gino e l’alfetta di Daniele Silvestri e quello iniziale di Cherry degli Smashing Punpkins. La mia più recente scoperta l’ho fatta giusto stamattina, quando mi trovavo, tanto per cambiare, all’ascolto di Radio Incontro , solo musica italiana. Lo so, è da sfigati, ma anche in altri post ho ribadito che sono una fan di questa emittente romana, che mi accompagna durante le mie trasferte e in altri momenti di spiacevole traffico.

Ebbene, stamattina si sono scatenati, la programmazione era veramente orrida. Ad un certo punto hanno trasmesso una canzone che in realtà non mi è piaciuta per niente ma che mi ha sorpreso molto. Eccola:

Notti Bianche di Patty Pravo, secondo Google, risale al 1979. Non ero nata, perchè sono giovane. Tanto, tanto giovane. Ok, veniamo al dunque. Io non so se qualcuno l’ha già notata questa cosa (in tal caso sono una spiona ritardataria) ma mi ha subito ricordato una canzone che risale al 1994. Si chiama I’ll stand by you, è dei The Pretenders ed è la seguente:

Questa somiglianza secondo me più che evidente mi ha attivato dei ricordi. Ho sempre amato molto questa canzone.  Quando è uscita io avevo circa 11 anni, una ragazzina. Andavo sempre al mare nello stesso posto. Ricordo che guardavo con una certa invidia i ragazzi più grandi di me, che potevano fare quello che volevano, avevano i motorini, le macchine e sembrava che non dovessero rispondere a nessuno di quello che facevano. C’era questo gruppo di ragazzi nello stabilimento dove andavo io. Avranno avuto circa… che ne so, dai 18 ani in su, credo. Ce n’era una in particolare che metteva spesso questa canzone al jukebox. Aveva sempre il pareo, i capelli ricci e biondi e gli occhi chiari. Ricordo molto bene che era fidanzata con un ragazzo piuttosto carino, castano, sempre sulle sue. Lei metteva questa canzone nella speranza di suscitare in lui del romanticismo, o almeno così pareva. La cosa mi faceva un po’ sorridere, anche allora.

Anni dopo, sono stata io a tornare in quello stabilimento da grande, da ragazza. Beh, loro erano ancora lì, lei aveva un bimbo. Si vede che alla fine i Pretenders hanno sortito il loro effetto! La cosa mi ha veramente fatto piacere e da allora questa canzone ha una doppia bellezza per me.

Io non la conoscevo la canzone di Pravo, non la conoscevo proprio. E no, non è tanto bella. Però a questo punto direi che se Pravo non l’avesse scritta, i Pretenders non l’avrebbero copiata e quei due ragazzi non avrebbero mai procreato. D’altronde i Pretenders ne hanno fatto una canzone più felice!

Pravo parla di un amore che è a andato a puttane, tanto che lei ha deciso di passare in giro un milione di notti bianche per dimenticare il suo amore perduto, andando di volta in volta con il primo che capita. Forse i due amanti di cui racconta la canzone non si sono capiti, forse non si sono sostenuti e hanno mandato tutto a zampe all’aria. Gli amanti dei Pretenders invece sono una coppia piuttosto ordinaria ed eccezionale. Pieni di casini, cercano di capirsi, di sostenersi. Ma soprattutto, sono sempre l’uno dalla parte dell’altro. Non che sia facile, ma il risultato è una cosa che vale decisamente la pena. Sostenendosi e aprendosi l’uno con l’altro si fanno forza ed evitano di girare raminghi per lunghe quanto inutili notti bianche. Sono belli.

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