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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Una domanda difficilissima. Qui c’è spazio per una discussione sui massimi sistemi. Un’inutile discussione, aggiungerei. La penso così ora e l’ho pensata così sempre. Semplicemente, non è dato sapere. Non dico che sia una cosa inconoscibile, ma è certamente una cosa sconosciuta. Io non lo so perchè Dio ci ha creati. Nessuno lo sa. Neanche i filosofi o i teologi o gli atei. Nessuno.

Secondo voi, possono saperlo dei bambini che fanno le elementari?

Ovviamente no. Però, a differenza dei grandi, che sono mediamente noiosi e pantofolosi, possono sbizzarrirsi. Possono rispondere a questa domanda nelle maniere più semplici e naturali del mondo, o in quelle più strane e particolari.

O almeno, dovrebbero poter rispondere così. Invece no.

E allora vi racconto una cosa del mio passato.

Ho già spiegato della mia innata tendenza ad essere un po’ ‘indipendente’, che man mano sto imparando a gestire come posso, altrimenti, adesso che sono grande, sono dolori. Quando sei grande non ti perdona più nessuno. Ebbene quando facevo le elementari, come tutti i bambini battezzati italiani, andavo al Catechismo.

Già io odiavo la scuola, odiavo i doveri, odiavo i compiti… come potevo non odiare un altro posto noioso dove dovevo starmene seduta ad un banco ad ascoltare altri pipponi su cose forse addirittura più noiose della matematica? Era impossibile. Non potevo farcela. Pensate che mi si costringeva persino ad acquistare un libro di testo! E a portare un quaderno! Oddio se ci ripenso mi sento male.

Una volta a settimana mi avviavo giù per la discesa di casa mia verso la parrocchia del quartiere, con una di quelle valigette di plastica che, ricordo perfettamente, aveva il manico e la chiusura a clip di colore giallo. Più tardi, alle scuole medie, divenne la mia valigetta di Educazione Tecnica. Inutile dire che più e più volte portai le parabole di Gesù a scuola la mattina al posto del righello e del compasso. Sì signori, perchè il Catechismo dura un sacco, ma proprio un sacco.

Ebbene era il mio primo anno di Catechismo. Quanti anni potevo avere? Pochi. Una bambina. Un po’ vivace ma pur sempre una bambina. Mi sedevo su quei banchi di legno da seminario maledicendo la maestra e tutti i Santi del Paradiso. Gesù no, perchè in fondo mi era simpatico. Lo apprezzavo davvero. Direi addirittura che lo amavo. Un giorno, la maestra si lanciò in una lezione escatologica sul perchè Dio ci ha creati. Prima ci fece un bel pippone su quali erano i motivi fondamentali e poi, per vefiricare che avessimo ben compreso e interiorizzato la lezione, ci chiese di scrivere un ‘pensierino’ sul tema (indovina?): Perchè Dio ci ha creati.

Io non avevo dubbio alcuno sul perchè l’avesse fatto. A quanto risultava dai pensierini dei miei compagni di sventura, dopo il pippone della maestra neanche loro conservavano più dubbio alcuno. Erano stati ben indottrinati.

Partì la tornata: uno ad uno enunciammo ad alta voce i motivi per i quali Dio ha avuto quest’idea di crearci così, dal nulla. Tra le motivazioni più gettonate:

Dio ci ha creati per amarci come fratelli

Dio ci ha creati per andare in Paradiso

Dio ci ha creati per fare del bene

Perbaccolina, a me sembravano delle boiate colossali. O meglio, mi sembravano cose che avrebbero reso la mia vita estremamente noiosa. Non che credessi che fosse una buona cosa essere cattivi o farsi del male a vicenda, però avevo un’idea decisamente diversa di come passare le mie giornate.

Commisi un grave errore. Quando toccò a me, lessi ad alta voce quello che avevo scritto di getto, senza pensare e soprattutto senza farmi condizionare da quello che aveva detto la maestra. Lessi una frase, un ‘pensierino’, che se ci penso a distanza di anni mi fa ancora ridere immensamente e mi spinge anche a stimare molto la bambina che ero. Il mio pensierino fu:

Dio ci ha creati per farci godere la vita.

Apriti cielo. La parola Dio e la parola godere evidentemente non erano fatte per stare nella stessa frase. Tra l’altro, una bambina che pronuncia quella parolaccia deve essere certamente posseduta dal demonio. Per poco non rischiai un esorcismo in piena regola. La maestra ebbe un mancamento, non prima di avermi un po’ sgridato e un po’ deriso, e gli altri bambini mi guardarono come se fossi, nell’ordine, una scema,una bambina cattiva o una che non aveva ascoltato niente della lezione. Scemi loro, pensai io. Mi sembrava la cosa più plausibile di tutte che Dio mi avesse messa al mondo perché io fossi felice, e ancora oggi non ho alcun dubbio in merito. Mi pare un’offesa al Creatore essere triste e incazzata. Succede, ovvio che succede. Ma vivere infelici e penitenti è uno spreco infinito.

Se Dio è grande e misericordioso e buono come si dice da millenni, allora deve aver avuto voglia di farci un gran bene a metterci al mondo, a farci toccare il suolo. Adamo non l’aveva capito ma Eva sì. Eva era molto più intelligente. Eva era Jim Morrison. Aveva capito che senza un po’ di pepe, in quell’Eden immacolato, che prevedeva esseri ‘umani’ in stile Cocoon, sottopopolato e immobile, sarebbe stato inutile viverci per sempre, per di più senza manco fare all’amore! Piuttosto muoio! Deve aver pensato.

Per premiarla del suo coraggio, della sua voglia di vivere correndo il supremo rischio di morire, Dio l’ha fatta portatrice della vita stessa, delle generazioni a venire, confidando che prendessero della madre, che avessero la stessa curiosità per la scoperta, la stessa fame di spingersi al limite superandolo sempre, sperando che inventassero la plastica, e internet, e la Coca Cola. Sperando che gli dessero qualcosa di bello da guardare, qualcosa per cui applaudire, che potesse intrattenerlo, farlo ridere e commuovere. Sperava che mettessero in scena questo spettacolo gigante di cui i figli di Eva sono in effetti protagonisti da così tanto, tanto tempo.

Ne ebbi conferma un giorno, quando camminando lungo Oxford Street a Londra entrai in un piccolo negozio di souvenir e vidi un portachiavi che recitava la frase: Jesus is watching you. Give him a good show.

Non sprecatevi a ricordarmelo, so già che questo post è un altro passo verso l’Inferno. Spero almeno di incontrarci Mark Twain.

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