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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Romanzo lungo o racconto breve, che dir si voglia.

Not a star è il lavoro di Nick Hornby sul quale è basato il film E’ nata una star?

Una storia che narra di quanto i genitori siano disposti ad accettare dei propri figli e per i propri figli, di come riescano ad adattarsi ai loro desideri, alle loro inclinazioni, con l’unico fine di fare la loro felicità. È una storia su come la maggior parte delle cose che capitano nella vita, e che fanno saltare gli equilibri della famiglie a volte in modo irrimediabile, possano essere facilmente superate semplicemente prendendole per il verso giusto.

A pensarci bene, il racconto dello scrittore inglese è una storia d’amore. Amore per la famiglia ma soprattutto infinito, sconfinato amore per i figli. Forse è proprio questo il punto che il film ha clamorosamente mancato, ha messo da parte troppo velocemente, aggiungendo qua e là episodi irrilevanti che annacquano il senso del racconto, nell’affannoso tentativo di rispondere al gusto di un pubblico più facile di quello che Hornby avrebbe previsto.

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