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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Oggi abbiamo una nuova campagna anti-pirateria. Stavolta sono i cantanti e musicisti italiani ad essersi uniti in sodalizio artistico per contrastare il fenomeno dilagante. Con un malinconico sottofondo di pianoforte, in ordine di apparizione, Mario Lavezzi, Gino Paoli, Caterina Caselli, Ludovico Einaudi, Enrico Ruggeri, Mauro Pagani, Ron, Franco Battiato e Roberto Vecchioni si alternano e si passano la parola.

Se ne stanno tristemente seduti al buio, emergono dall’ombra e spiegano perché la pirateria digitale rappresenta la iattura più grande che può capitare ad un artista. «La pirateria uccide il mondo della creatività e della fantasia», dicono, omettendo di specificare in che modo esattamente un artista possa improvvisamente diventare meno creativo e lasciando intendere che il sacro fuoco dell’arte ha bisogno di un incentivo monetario per manifestarsi nella sua completezza. Come dire che Mozart non avrebbe mai iniziato a comporre in tenera infanzia se non avesse pensato all’allettante prospettiva dei diritti d’autore che gli avrebbero garantito una serena vecchiaia…

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Leggenda o storia vuole che questa fu la prima composizione di Mozart, 5 anni:

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