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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Non tutti i film hanno un messaggio che valga la pena ricordare. Non per questo diventano meno fondamentali nella vita delle persone. Stamattina ho pensato ad un film che da piccola mi ha un po’ inquietato e un po’ divertito. A distanza di tempo, ovvero oggi stesso, mi ha dato tre insegnamenti davvero preziosi  che mi fa piacere condividere con chi vorrà lasciarsi coinvolgere per qualche minuto.

Insegnamento numero uno: anche le cose più impensabili possono rivelarsi utili a distanza di anni e anni, perciò, come dire, pia e metti là, prendi e metti da parte, tutto, qualsiasi cosa.

Insegnamento numero due: anche chi parte dal basso può arrivare a grandi cose.

Insegnamento numero tre: un fallimento non determina un bel cazzo nella vita, anzi, è parte della strada tortuosa verso il successo.

Signore  e signori, a volte anche il trash più raccapricciante può insegnare, sebbene magari in un primo momento possa risultare non facile stabilire cosa in particolare e in che modo. Il trash ha le sue vie misteriose di insinuarsi nell’idioletto delle persone, nella loro memoria e nel loro intimo. Il trash ti cambia nel modo più insidioso, perchè agisce sul tuo subconscio, in maniera subdola. Facile ricavare un insegnamento, che ne so, da Il Gladiatore. Ti piace vincere facile! Lì è manifesto, è ovvio che te lo ricorderai. Quando vedi una trashata pensi che non ti rimarrà niente, abbassi le difese e lì è il punto in cui si inserisce nel tuo cervello e non lo dimentichi più.

E’ accaduto così per quanto mi riguarda. Il titolo originale della pellicola di cui sto parlando è Howard the Duck. In italiano divenne un traballante e troppo lungo Howard e il Destino del Mondo. Mi piacerebbe sapere quante persone se ne ricordano, per sentirmi meno sola in questo mondo crudele. Io pensavo da piccola non me ne accorgevo molto, ma col tempo è cresciuta in me la consapevolezza che fosse una cacata mostruosa. Si tratta della storia di un papero dalle fattezze semiumane, proveniente dal pianeta dei paperi, che viene catapultato sulla terra e riesce a salvarla dall’invasione dei temibili occulti supersovrani (scopro ora l’esistenza di una pagina FB a loro dedicata) a costo di dover rinunciare a fare ritorno al suo pianeta. Tutto sommato non gli va malaccio, dal momento che poi si fidanza con una cantante umana per niente da buttar via e diventa il suo impresario.

Lo so… non serve fare commenti. So già tutto. Ho avuto un’infanzia molto difficile.

Prima di giudicare, lasciate che vi mostri qualche immagine che potrebbe attirare la curiosità dei più perversi tra voi.

Ecco un affresco che ritrae uno degli occulti supersovrani:

Questa è una foto rubata al protagonista della pellicola mentre guarda una rivista per paperi adulti:

Questa una foto che ritrae la coppia che si forma durante le vicende narrate nel film. Chissà cosa ne penserebbe Giovanardi, probabilmente direbbe che sono almeno un maschio e una femmina:

Non so se è chiaro, qui stiamo parlando di un capolavoro, direi un cult nel suo genere, entrato da padrone in varie classifiche dei peggiori film di tutti i tempi. Tra le scene migliori del film, quella dove i due si trovano in un fast food con lo scienziato pazzo posseduto dagli occulti supersovrani e Howard sgrida la cameriera che gli ha portato da mangiare delle uova al tegamino, accusandola di cannibalismo e crudeltà mentale. Non male anche la scena nella quale un altro scienziato più cretino che pazzo, vedendo Howard avvalora la sua bislacca teoria dell’evoluzione umana: l’uomo non discende dalla scimmia ma dalla papera.

Insomma, siamo di fronte ad un’opera d’arte. Chissà quale messaggio il regista ha considerato più importante. Se quello di “l’amore non ha specie, il brivido è lo stesso”, o quello che dice che “anche la persona più piccola può determinare il corso della storia” (una roba alla Tolkien, diciamo), o il fatto che “i terrestri sono talmente inetti che anche un papero può fare megli di loro nell’impresa di salvataggio del pianeta Terra”. Quando George Lucas scelse di produrre Howard e il Destino del Mondo accettò una scommessa a lungo termine. Estremamente stupido oppure estremamente coraggioso. Io voto per la seconda. Scelse di lanciare un messaggio che sarebbe stato compreso nella sua interessa solo moli anni dopo.

Impensabile, no? Eppure…

anche le cose più impensabili possono rivelarsi utili a distanza di anni e anni, perciò, come dire, pia e metti là, prendi e metti da parte, tutto, qualsiasi cosa.

Andiamo un passo oltre. Ci sono due attori che recitano nel film, due facce destinate al successo, alla notorietà, alla fama e anche ad entrare nella storia del cinema e nella vita delle persone quasi come roba da intenditori, roba di culto, destinati a lavorare con grandi registi e grandi colleghi. Stiamo parlando di Jeffrey Jones e Lea Thompson. Rispettivamente lo scienziato posseduto dagli occulti supersovrani e la cantante che finisce per fidanzarsi col papero Howard. Il primo è divenuto un attore ricorrente per Tim Burton. Ammiratelo a capotavola in una storica, meravigliosa scena:

Lei è diventata per tutti l’indimenticabile Lorraine Banes nell’arcinota saga di Ritorno al Futuro. Vi invito ad ammirare una delle scene più famose del film:

 Non male, no? Pensi di stare lì a girare un film di merda e che la tua vita è un incubo ma…

anche chi parte dal basso può arrivare a grandi cose.

Chissà che avranno pensato i due nostri eroi quando nessuno è andato a vedere il loro film al cinema. Gli amici li avranno pure presi per il culo, avranno pesato che nessuno li avrebbe mai riconosciuti per strada se non per deriderli. Evidentemente però non si sono arresi…

… un fallimento non determina un bel cazzo nella vita, anzi, è parte della strada tortuosa verso il successo.

Avevo un gran bisogno di ricordarmi queste cose oggi.

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