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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Non so bene se è nostalgia di tempi spensierati o soltanto coincidenza pura e semplice, ma mi stanno tornando in mente i film che hanno segnato la mia infanzia e la mia crescita in modo irreparabile, nel bene e nel male. E più indago e scavo nel passato, più ne ricavo roba su cui riflettere. E ovviamente più mi viene voglia di scriverci su qualcosa.

Facevo probabilmente le scuole medie o giù di lì. Al cinema quel giorno eravamo solo io e una mia compagna di classe. Avevamo anche una certa ansia, perchè stare al cinema da sole, due ragazzine, non è proprio bello. Eravamo andate solo perchè l’attore protagonista del film era Ethan Hawke. Un merdone, la cui unica fortuna è stata quella di sposare Uma Thurman e se l’è pure lasciata scappare. Il film faceva schifo e mi vergogno anche un po’ a parlarne. Perciò verrò al dunque senza approfondire questo punto.

Ethan Hawke aveva esordito come attore nel film Explorers. Lo scoprii solo molti anni dopo aver visto l’altra cagata di cui sopra. Credo di aver visto Explorers almeno 200 volte da piccola, e per piccola intendo che facevo le elementari. Per capirci, il regista di questa roba era Joe Dante, lo stesso di Gremlins, non so se mi spiego.

Insomma questo film narrava la storia di tre sfigatelli americani post pubertà. Uno dei tre, il più sfigato, era una specie di scienziatello. Perchè al tempo andava molto di moda raccontare le perpezie di ragazzini in gamba, che girano per casa con il camice bianco e parlano alla loro mamma come se fosse una povera cerebrolesa bisgnosa di aiuto, che non capisce l’utilità di un microscopio ma cucina torte gustosissime. Lo scienziatello in questione si inventa una specie di macchina per andare nello spazio, denominata Thunder Road. Molto scacciafiga in effetti. In pratica, questi ad un certo punto vanno nello spazio e incontrano pure dei buffi extraterrestri. In verità sono gli stessi orrendi esseri che volevano stabilire un contatto cn il pianeta terra. Non vorrei sbagliarmi ma mi pare anche che una di questi risibili mostriciattoli verdi si innamora di uno di loro. Se volete togliervi la curiosità di chi sia il fortunato fra i tre, l’intero film è visibile su Youtube. Affrettatevi, prima che diventi a pagamento anche questo:

E’ perfettamente inutile ricordare che al cinema a vederlo ci andarono forse i parenti degli attori e qualcuno che aveva vinto il biglietto con i punti del supermercato. L’importante è che il film è (guarda un po’!) un cult. Ricordo con precisione che a scuola io disegnavo Thunder Roas sui fogli di brutta dei quaderni. Ero una merda in disegno. La mia compagna di banco mi chiese una volta che cosa stavo disegnando e io le dissi: è Thunder Road. Come se fosse una cosa ovvia!

Ma non avrei scritto questo post se non mi fossi accorta di una cosa, una cosa che non sapevo prima di oggi e che mi affligge un po’. E non è il fatto che Ethan Hawke sia più ricco di me, sebbene questo sia obbiettivamente scandaloso. E’ una cosa della quale non ero minimamente a conoscenza, che non sospettavo e che mi spiace apprendere. Sai lo scienziatello? Quello che si inventa sta macchina in grado di andare nello spazio? L’occhialuto bambino anche un po’ antipatico. Il suo nome è River Phoenix. Esatto! Quello di My own private Idaho, che detta così potrebbe non dirvi nulla ma che in realtà in italiano è Belli e Dannati. E adesso scommetto che inizia a venirvi in mente qualcosa, anche se il titolo fa davvero cagare. River Phoenix suonava anche, aveva un gruppo, si chiamavano gli Aleka Attics, e scrissero una canzone che si chiamava Too Many Colors che fu anche colonna sonora di Belli e Dannati:

 

Insomma mentre io facevo la quinta elementare o forse la prima media… al nostro amico River gli andò proprio male. Stava in un locale, che tra l’altro era un locale di quell’altro scoppiato di Depp. E ci rimase secco. Morto stecchito, in mezzo alla strada. Non lo so se è vero o no, ma pare che buttato lì sulla strada non lo riconobbe nessuno, perchè si era cambiato i capelli, li aveva fatti corti e neri.

E niente.

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