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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Alcuni argomenti sono tabù. C’è poco da fare. Uno magari certe cose le pensa ma non oserebbe mai dirle ad alta voce. Certe volte viene quasi l’istinto di parlare: via, stavolta la dico! Ma poi hai paura che ti dicano che non capisci niente. Ho la stessa paura ora, però…non posso più tacere.

Ultimamente, facendo due chiacchiere con varie persone, ho più volte detto che con tutta probabilità sarei andata a vedere il nuovo film di Woody Allen. Sapevo già quello quello che mi avrebbero detto in risposta, e cioè:

Ah, sì. Dice che non è un granchè.

Ma non mi dire…dove l’ho già sentita questa..?

Allora ho riflettuto. Sono almeno venti anni che ogni volta che esce un nuovo film di Woody Allen, tutti mi dicono:

Ah, sì. Dice che non è un granchè.

Vorrà pur dire qualcosa…

Fa film talmente spesso che mi sembra che ne escano due o tre all’anno. Ormai fa ridere, è diventato un po’ come Bruno Vespa, che puntuale come un cagotto dopo lo squaglio di cioccolata, mi deve rifilare il suo ultimo manoscritto ogni santo anno che passa il Signore Iddio, e sempre sotto Natale, che quando uno non sa che regalare…

Così come Bruno Vespa vende i libri, anche Woody Allen alla fine registra incassi, che quando uno non sa cosa andare a vedere…

La gente va al cinema perchè pensa che se non ci va si perderà l’unico suo film che vale la pena di vedere. E sbaglia. Escono sempre scontenti e insoddisfatti, e  con occhi sognanti e l’aria di chi di cinema ne capisce un frego, recitano la solita, vecchia manfrina:

Eeeh, ma il primo Woody Allen… era un’altra cosa…

Magari sì, che ne so. Personalmente ho visto qualche film di Woody Allen.  Ho anche provato a vedere  il celebratissimo Match Point e mi ha veramente annoiato a morte, tanto che a metà ho smesso di vederlo e non ho alcuna curiosità di sapere come prosegue e come va a finire. Piuttosto mi vedo per l’ennesima volta Sapore di Sale.

Lui deve essere uno che si ritiene geniale. Si ritiene talmente geniale che alla fine ha convinto anche mezzo mondo di esserlo davvero. La fiducia in se stessi è importante fino a questo punto. I film di Allen mi danno una sensazione ben precisa che mi disturba moltissimo. Mi dà l’idea che lui ogni giorno si sveglia e mentre fa colazione tira fuori delle battute che ritiene divertentissime, le appunta su un taccuino e le mette da parte. Poi si mette a girare un film e ce le infila ovunque, anche dove non sono necessarie. Allunga il brodo, allunga i dialoghi al punto che se dici che non c’hai capito un cazzo è perchè non sei abbastanza intellettuale. Sì perchè guai a dire che non ti fa ridere. Ti dicono che sei un semplice, che è una comicità sofisticata che tu non riesci a comprendere. Che non deve far ridere ma deve far ‘sorridere’.

Bella, penso io. Evidentemente sono una semplice.

In effetti a me i film di Woody Allen hanno sempre fatto abbastanza cagare. Ok, qualche battuta qua e là è carina. Qualche filmetto non è interamente da buttar via. Oserei dire, però, che su milioni di film che ha girato, che qualcuno sia quasi carino è un fatto meramente statistico.

E a dire il vero, mi infastidisce anche un po’ lui come uomo, come persona. Non so quanto sia giusto giudicare l’artista separatamente dall’uomo. Forse non è giusto per niente, o forse non è questione di giustizia ma del valore che uno dà alle cose. Non lo so. E’ anche vero che uno della sua vita privata fa quello che vuole, e allo stesso modo io sono libera di schifarlo nella misura in cui io lo ritenga opportuno. Fatto sta che un vecchio che si mette con la figlia adottiva della sua seconda moglie mi fa abbastanza schifo. E penso che se la stessa cosa l’avesse fatta, che ne so, il mio panettiere, l’avrebbero additato come un porco maledetto.

Allen, invece, è un artista dalla personalità complessa e particolare. Uno spirito libero, contro tendenza…diciamo.

Ma vaffanculo.

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