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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Mi chiama mio fratello:

EGLI: Che stai a fa?

IO: Guardo L’Armata delle Tenebre.

EGLI: Ma dove lo fanno????

IO: Su Youtube!

EGLI: Ma pensa… certo che dovresti partire da La Casa e La Casa 2.

IO: Perchè?

EGLI: Perchè è la terza puntata!

Non ne avevo la più pallida idea, non sono una cultrice dell’horror-trash e devo dire me ne vergogno perchè lì ci stanno le fondamenta della cultura popolare. E’ un tassello che mi manca e che sento di dover colmare. Non avevo mai visto tutto il film e devo dire che mi ero persa qualcosa. Questi horror trash sono un universo da scoprire. Questo poi in particolare è ciò che le persone un po’ noiose definirebbero un’americanata inguardabile.

Per sfuggire al quotidiano, alle fiction pallose, ai film impegnati, alle paturnie, a quel senso di impotenza che a volte ci può cogliere mentre ci rechiamo a lavoro, mentre siamo in fila nel traffico, mentre giriamo il sugo, ogni tanto ci vuole una serata horror-trash. Una serata in cui l’uomo ha la meglio su tutto e anche facilmente.

E in questo caso l’uomo è un commesso, saltato indietro nel tempo nel famoso Mediovevo americano, notissimo periodo storico del Nuovo Mondo. Mi chiamo Ash. Reparto ferramenta, dice prima di ricaricare il fucile con il quale farà secco uno spirito maligno che credeva di aver gioco facile.

Lo stesso fucile che è in grado di affossare in una botta sola le obsolete armi medievali e anche i morti viventi, in offerta a poco più di 100 dollari, canne color blu cobalto.

Ci vuole una serata in cui un commesso del reparto ferramenta dei magazzini Smart, grazie al suo essere assolutamente e orgogliosamente occidentale, sbaraglia tutti, anche l’armata delle tenebre. Che poi l’ha risvegliata lui, perchè ha sbagliato a pronunciare una formula magica. E l’ha sbagliata perchè, in fondo, sai che me ne frega della formula magica! Io so americano, posso stare a ricordarmi una formula magica! Anche la sbagliassi, vinco comunque io. Alla fine chi se ne frega. Perchè l’americano è abituato ai casini, ci sguazza che è una bellezza e ne esce indenne. Anche ben dovesse tagliarsi una mano perchè c’è entrato dentro uno spirito maligno. Ha sempre e comunque la possibilità che quella mano venga sostituita da una sega elettrica, arma potente contro qualsiasi nemico. Oppure può costruirsi una mano meccanica usando un libro di chimica che teneva nel portabagagli della sua macchina (finita nel passato insieme a lui) insieme a cianfrusaglie di vario genere e una grossa bottiglia di Coca Cola.

L’americano anni 90 prende due eserciti di uomini che si combattono tra loro per unirli nella battaglia contro il nemico comune.

L’americano anni 90 parla agli scheletri guerrieri come se fossero dei gracilissimi bulletti del Bronx che vogliono rubargli il portafogli e non sanno con chi hanno a che fare, e alla fine battono in ritirata dicendo Qui ci rimettiamo l’osso sacro. Meraviglia delle meraviglie.

L’americano anni 90 risulta seducente se prima di baciare una donna le dice Dammi un po’ di zucchero, baby.

Stupenda, inebriante fiducia nell’occidente e nella sua potenza. Spettacolare spensieratezza post industriale carica di aspettative. Mentre il grunge faceva sentire tutti degli sfigati e mentre Beck cantava I’m a loser baby, so why dont’ you kill me?, c’era chi non si sentiva per niente un perdente. Ci stava gente che nell’uomo aveva fiducia, che pensava che ce sta un pobblema? Lo risolvemo! Senza fare troppe tragedie. Senza piangersi addosso e dire che è finita, che siamo spacciati, che l’occidente ha fallito.

L’occidente non ha fallito. Tranquilli. Finchè qualcuno guarderà l’horror-trash l’occidente non fallirà.

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