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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Avete dato un’occhiata all’ultimo European Youth Poll?

Il 63,2% dei giovani intervistati non ritiene sbagliato scaricare da internet materiale soggetto a copyright. Il 70% non ritiene che si debbano rafforzare le regole sul copyright del materiale in rete.

Questi numeri si riferiscono alla maggioranza delle generazioni di ragazzi abituati a scaricare materiale dalla rete da quando hanno imparato a digitare il loro nome su una tastiera, che non hanno mai usato in vita loro una macchina da scrivere, che del copyright comprendono l’esistenza ma non il senso. È a loro che deve guardare il Parlamento europeo al momento di ratificare l’ACTA il prossimo giugno.

La sfida non si può vincere chiudendo la rete e aumentando le restrizioni. Se c’è una sfida da vincere (e c’è senz’altro) questa riguarda due aspetti fondamentali: la difesa del diritto alla privacy degli utenti, che significa anche e soprattutto non considerarli tutti potenziali violatori, raccogliendo i loro dati come farebbe la famigerata ‘precrimine’ inMinority Report,  e la ricerca e lo sviluppo di modalità innovative per far circolare liberamente i materiali in rete, puntando anzi ad una diffusione sempre maggiore degli stessi, che significa libero ed eguale accesso ai prodotti culturali.

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