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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Premetto che io sono una precaria. Perciò capisco le persone preoccupate per il lavoro, lo sono anch’io. Tuttavia, ho sempre avuto la mia porca opinione sul concerto del 1 maggio. Quando ero piccola, tipo che facevo le medie, sentivo di tutta questa gente che andava a sentire un concerto che durava tutto il giorno e mi dicevo: da grande ci vado pure io.  Quando sono cresciuta, ho immediatamente cambiato opinione. Però sai, certe cose devi toccarle con mano. Perciò ci andai. Una volta, anni fa, io ci andai.

Per me, brava ragazza di piccola città tranquilla, una cosa quasi intollerabile. Sebbene la compagnia fosse buona, per carità. Ma intorno a me, il delirio. Ragazzetti che si tiravano acqua e vino, puzza intollerabile di sigarette su sigarette e canne su canne. L’immancabile pioggia, tanto casino, tanto sudore, tante cartacce, tanta mondezza, tanta maleducazione e inciviltà. E poi pause pallose tra le esibizioni dei cantanti, alcune delle quali hanno fatto veramente schifo. Come al solito i leggerissimamente meglio arrivano alla fine, quando hai i piedi lessi, le ascelle putrefatte, ti si è sciolto il trucco, hai l’alito fetente e con tutta probabilità ti scappa la pipì e anche la cacca. Ci sei andato prima a fare la pipì, ma non ti sorride l’idea di rifare quella fila, arrivando ai bagni chimici da chilometri di distanza, con il rischio di perderti e quindi di dover chiedere a qualcuno di accompagnarti; non ti va di dover entrare di nuovo in quei cessi nauseabondi, caldi da fare schifo, che esci sudato che sembra che hai partorito. Non parliamo neanche della possibilità che tu abbia il ciclo, è un terrore troppo profondo da immaginare.

E poi dai, liceali e matricole che festeggiano i lavoratori…è una cosa che fa un po’ ridere. Ma per piacere.

Non fa decisamente per me. Era facile scartare la possibilità di andare al concertone del menga. Non ci sarei andata neanche per un milione di dollari.

No vabè, per un milione di dollari sì, probabilmente ci avrei anche pernottato. Ve l’ho detto che sono precaria. Un precario fa tutto. Pulivo anche i cessi chimici per un milione di dollari!

Ma nessuno me li ha offerti. Perciò ci voleva una soluzione alternativa. Ora, non tutti hanno voglia di andare fuori porta, come si dice. Può esistere la possibilità che qualcuno voglia starsene in città, a vedere quello che la città ha da offrire. Ora io posso capire e tutto sommato anche ammettere che magari, che ne so, a Caltanissetta non muoiono dalle risate il primo maggio, ma mi aspetto che la capitale d’Italia, Roma, piena di turisti in questo periodo, sia un tantino più  ferrata in accoglienza, o no? Mettiamo un turista, che non ha nessuna intenzione di andare al concertone del menga…che minkia fa???

Nulla. Assolutamente nulla. Cioè, molto, molto poco.

Pensavo, voglio proprio vedere la mostra di Dalì. Oppure sai quale? Quella sulle avanguardie russe, mi piacerebbe un casino. E poi magari mi fermo a mangiare qualcosa in centro, tempo permettendo. Un giretto per negozi, visto che ho il tempo di provarmi qualche vestito. Nada. Zero. Niente. Forse qualcosa in centro ma niente di che.

Allora guardo su internet quali negozi sono aperti a Roma il primo maggio. Scopro che qualcuno che sente la crisi c’è! Qualcuno ha aperto il suo cazzo di negozio! Magari avrà organizzato dei turni tra i commessi, li avrà pagati qualcosa in più che ne so! Però qualcuno c’è! Onoriamo, cavolo, questa scelta! Diamo soddisfazione a chi c’ha salvato la giornata! Andiamo a festeggiare chi oggi lavora veramente. Tutto all’outlet! Non che mi servisse per forza di spendere soldi, ma un vestito alla fine me lo sono comprato.

E poi una bella doccia, pulita e asciutta penso: chissà quanto sudano al concertone del menga.

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