Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Tutti abbiamo degli orribili calzini, quasi quanto tutti abbiamo delle orribili mutande.

Quando abbiamo la consapevolezza che non avremo incontri amorosi durante la giornata che ci aspetta, tendiamo a mettere su un po’ il primo paio di calzini e mutande che capitano, perchè sappiamo che al 99,9% nessuno ci farà caso.

Una volta, in Inghilterra, avevo due calzini di colore diverso. La mia cara amica Comare mi disse che era importante avere dei calzini ok, perchè…metti che svieni? E ti devono portare all’ospedale? Non ci pensi che potrebbero vedere i calzini che hai e magari, che ne so, anche se sei depilata? No, devo dire che non ci pensavo. Ma da quel giorno a volte ci penso, e sono ormai trascorsi lunghi anni. Da quel giorno ho capito la differenza tra una vera signorina dabbene e me. I calzini una signorina dabbene li ha sempre a posto. Il mio parco calzini, invece, non è avvezzo ai rinnovamenti.

Una vera signorina, poi, sicuramente mette le ballerine. Io le ballerine le ricollego mentalmente a quando feci la prima comunione e al canto Il tuo popolo è in cammino. Non le ho mai messe. Le ballerine non richiedono il calzino. Le ballerine sono necessarie ad una signorina dabbene. Se svieni, non devi neanche porti il problema.

Così ho deciso. Ho bisogno di un paio di ballerine. Ma non di ballerine del cazzo, di plastica cinese puzzolente. Ho bisogno di ballerine coi controcoglioni. Nel più grande store della mia piccola città natale, mi dirigo sicura verso gli scaffali che ospitano questi oggetti ai quali sono davvero poco abituata e inizio ad esaminare. Esamino, esamino, fino a che non giungo alle ballerine adatte. Ne prendo la taglia che normalmente comprano i condittadini di Memole e mi dirigo alle poltroncine per misurarle. Mi siedo. Sono circondata da bambini indemoniati e mamme esauste che li rincorrono per convincerli a misurare quei mocassini eleganti-sportivi, che ci faranno sembrare una famiglia tanto ricca quando quest’estate andremo a mangiare il gelato sul lungomare di Tarquinia o di Montalto Marina.

Sai, le tipiche poltroncine da negozio di scarpe, quelle che sono intorno a una specie di colonna e delle quali i lati nord, sud, ovest e est danno agli specchi. Mi siedo davanti allo specchio ad est. Un bambino corricchia qua e là dai punti cardinali. Mi tolgo le scarpe che indosso e con la coda dell’occhio noto che il bambino sta guardando intensamente dalla mia parte. Alzo la testa verso di lui con un certo imbarazzo. Poi guardo avanti verso lo specchio.

E scopro quanto io necessiti un paio di ballerine. Mi accorgo che ho i calzini di Braccio di Ferro, bucati, per giunta.

Quelle ballerine mi servivano proprio.

Annunci

Tag:, ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: