Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Quando ho saputo che avevano organizzato una marcia per la vita, in un primo momento mi sono detta che era una cosa bella. E’ bello marciare per la vita. E’ molto bello. Sì, avevo immaginato che tanto qualcuno avrebbe detto che era una mossa politica, altri avrebbero sfruttato l’occasione per darsi un po’ di visibilità, altri avrebbero detto che i cattivi avrebbero detto che era una mossa politica, altri avrebbero perso l’occasione per tacere.

Trovo sia una bella idea incoraggiare le donne a non abortire. Trovo che sarebbe anche piuttosto carino incoraggiare gli uomini a non desiderare che le loro donne ricorrano all’aborto, cosa che mi pare sia leggerissimamente a margine di queste manifestazioni. Purtroppo a me sembra che, invece di incoraggiare, aiutare e sostenere con serie politiche a sostegno delle famiglie e di chi, in un momento così difficile, sceglie la vita, si tenda più e definire stronze, femministe e assassine quelle donne che ricorrono all’aborto. Soprattutto femministe, il che è un male imperdonabile, forse anche peggiore dell’essere assassine.

La realtà di ogni giorno è che le uniche politiche in strenua difesa della famiglia sono le dichiarazioni di quelli che dicono che se i gay si sposano e crescono un figlio sarà il caos civile e il mondo si estinguerà. Nessuno celebrerà più matrimoni tra persone di sesso diverso e finirà che la gente si sposa gli animali e le piante. Ecco. Queste per i nostri politici sono le politiche in difesa della famiglia. Quando le uniche azioni che sarebbero davvero in difesa della famiglia sono quelle relative al lavoro, alla pressione fiscale e al miglioramento dei servizi di scuole materne e asili nido.

Magdi Cristiano Allam ieri ha scritto su Il Giornale: Migliaia di giovani hanno sfilato per dire no a una realtà senza sogni e per rivendicare il diritto di avere figli italiani di cultura occidentale.

Vorrei che i genitori non dovessero essere considerati eroi e sognatori per il solo fatto di aver fatto dei figli. Vorrei che fosse una cosa considerata normale. Invece se oggi fai un figlio la gente ti dice, bravo, che coraggio.

Vorrei che una donna che ricorre all’aborto non fosse considerata come nei paesi islamici considerano un’adultera. Mi piacerebbe molto se una volta per tutte si dicesse che l’aborto non è un moderno passatempo. L’aborto è un dolore. Nessuna donna va ad abortire e poi si fa uno spritz per festeggiare. Non è come togliersi un punto nero.

Sai che c’è poi? Vorrei che i figli non fossero considerati un “diritto”. I figli non sono un oggetto al quale tu hai “diritto”. E no, neanche gli omosessuali hanno questo “diritto”. Nessuno ha “diritto” di avere un figlio. Crescere un figlio è un atto d’amore. Come si può dire che un atto d’amore è un “diritto”? Diciamo che sarebbe carino e molto figo se la nostra società fosse pensata in modo da favorire la nascita di bambini, perchè i bambini sono una cosa bellissima. Questo sì. Con i tempi moderni, tante cose sono cambiate. Anche la famiglia. E’ l’occidente, amore mio. Se non ti piace, puoi anche andartene.

Facciamo meno figli per tante ragioni diverse. Questo non vuol dire che odiamo la vita.

Perciò…non sono tanto sicura di capire cosa abbia voluto dire Allam.

Cosa vuol dire avere figli italiani? In che senso? Cosa vuol dire volere figli di cultura occidentale? L’occidente è quello a cui tende la nostra società. L’occidente è la nostra società. Forse alla marcia per la vita non se ne sono accorti, ma l’occidente è quello che ha messo fine all’idea di famiglia patriarcale, che ha usato i preservativi, che per primo ha concesso alle coppie di divorziare, alle donne di abortire, agli omosessuali di convolare a nozze e crescere figli, agli immigrati di formare parte integrante della società e tante altre cose. Questo (o almeno anche questo) è l’occidente. E’ il primo. E’ il migliore. E io lo amo. Lo amo perchè nonostante tutto, ancora respiro aria di libertà, ancora ho speranza che sia quello il fine più alto. Certo, ha le sue magagne. E’ il rischio delle società aperte. Ma forse è un rischio che vale la pena correre.

Scusate se da noi, in occidente, le donne non sono solo macchine sfornabambini. Scusate se siamo tolleranti (tolleranti… che brutta parola…). Scusate se rispettiamo l’amore tra due persone, di qualsiasi sesso esse siano, e se non ci scandalizza se un bambino nero parla più romano di un romano de Roma Roma ma proprio Roma.

A me piace così. Vorrei anche io dire che è meglio non abortire, perchè la vita è bella. Ma non condanno chi prende questa difficile decisione, così come non condanno un malato terminale che non vuole soffrire fino all’ultimo secondo della sua sfortunata vita. Condanno, invece, un pochino quelli che puntano il dito contro, che ne so, una ragazza che a 15 anni abortisce, e magari non approvano che al liceo si faccia educazione sessuale. Ecco, quelli mi fanno un po’ specie.

E vorrei chiudere con una cosa che mi piace tanto, sui bambini:

Annunci

Tag:, , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: