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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Sono passati ormai molti giorni dal mio rientro da Barna.

Io da allora non ho smesso di lavorare tra i fumi umidi della capitale. Non ho smesso di cercare una casa che sia un po’ meglio di quella in cui sono stipata e non ho smesso di chiedermi perchè in questa città se non guadagni almeno 3000 euro al mese sei povero.

Da qui il mare non lo vedo.

Per consolarmi e pensare al meglio, vorrei fissare l’attenzione su tre cose che potrebbero consolarmi e farmi pensare alla gioia, a quello che mi aspetta al mio pronto ritorno a Barna, che mi accoglierà a braccia aperte.

Innanzitutto, devo ricordarmi che quando ti svegli alle 3 del pomeriggio e ti fai un cacio e pepe per colazione, poi la cosa migliore è mangiare churros inzuppati nel cioccolato caldo dietro la rambla. Per chi non lo sapesse, questa roba consiste in … mmmh…fiocchetti…fiocchetti di pasta fritta fritta fritta. Una cosa molto pesante.

Devo anche ricordarmi che è molto bello percorrere il Passeig de Gracia di notte, quando non c’è nessuno. E’ bello anche perchè vedi queste strane case tutte illuminate, che non hanno bisogno di presentazioni. Come la foto suggerisce, se piove è bene portarsi dietro un ombrellino rosa.

Terza e ultima cosa che devo ricordarmi oggi è che, se sei colto da un improvviso appetito e ti va di spizzicare qualche buon dolce, se ti trovi più o meno nel Raval, quartiere famoso per la bella gente che ci gira, puoi andare al Forn Mistral. Forn è l’incomprensibile parola che in catalano vuol dire forno.

Tornerò.

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