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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Ammetto che ieri sera non avevo in programma nulla di particolare. Così mi sono messa le mie belle cuffie della Benetton, che il signor Benetton mi ha regalato grazie ad una cifra non indifferente che ho speso nella sua famosa catena di abbigliament0, e ho deciso di vedere un film. Volevo vedere un film che però ho scoperto hanno tolto da Youtube. Chissà perchè…così ne ho preso uno a caso, ma proprio a caso.

Mai l’avevo sentito nominare prima d’ora. E c’è un motivo: fa cagare. Fa veramente cagare. In realtà non comprendo perchè l’abbiano fatto così cagamentoso perchè il tema, se vogliamo, lascia spazio a innumerevoli letture. Tutte con altissimo rischio di banalità, ammettiamolo. Però la particolare lettura che il regista ha voluto dare…è una cosa davvero inutile. Tanto che avevo deciso di non proferire verbo su questa dimenticabile opera del cinema degli anni 2000.

Invece poi ho deciso diversamente, e anche per questo c’è un motivo. Però è triste perciò non lo dico.

In pratica, questo film si chiama Darwin Awards e si chiama così perchè è ispirato, per l’appunto, ai Darwin Awards. Che roba sono i Darwin Awards? Beh,  si tratta di premi conferiti alle persone che muoiono nella maniera più stupida che si possa immaginare. Il principio è che gli insoliti defunti migliorano la specie autoeliminandosi. Sai, ci sono quelli che muoiono da eroi, per salvare qualcuno, ad esempio. O magari ci sono quelli che muoiono in tragiche circostanze. C’è anche chi manco se ne accorge. Muore e basta. Ma questi qui, questa gente…insomma questi tipi…muoiono per cause davvero cretine. Roba da matti. Se volete approfondire:

www.darwinawards.com

La trama del film con tutto questo c’entra sì e no. Perchè alla fine si riduce ad una specie di storia d’amore che è la brutta e insulsa copia di Along came Polly. Cioè: l’uomo molto attento fino ad essere maniacale e la donna più alla che ce frega, rischiamo! Che t’aspetti? Che lui scopre il piacere di rischiare e si innamora di lei, che a sua volta è così alla che ce frega perchè in fondo anche lei teme il rischio, il rischio delle delusioni. L’innamoramento è la banalità massima che ne può uscir fuori. E infatti così è.

La cosa carina è che per una serie di motivi legati ai rispettivi lavori, i due girano per gli Stati Uniti per conto di una compagnia assicurativa, cercando di capire se le assicurazioni (specialmente quelle sulla vita) stipulate da vari strani personaggi che hanno avuto incidenti o presunti tali, siano effettivamente da pagare o se la compagnia non è tenuta a farlo. Sono casi difficili, in cui si pensa che la gente abbia avuto un incidente, o che sia stata vittima di malviventi o la cui fine è avvolta in qualche mistero irrisolto. Alla fine esce sempre fuori che i personaggi sono gente da Darwin Award.

Non ci interessa sapere come va a finire il film, perchè non ha nulla a che vedere con i Darwin Awards. Sono semplicemente due che alla fine si baciano. L’unica cosa interessante è una leggerissima tensione all’introspezione, alla ricerca dentro la testa e il cuore della gente, nelle personalità di questi figuri che fanno la fine più strana e impensabile. La verità è che il più delle volte sembra che non ci sia un motivo. Uno fa una stronzata e ci rimette le penne. Invece pian piano capisci che dietro ognuno di quei casi c’è un’idiosincrasia, una frustrazione, un trauma, un desiderio, uno slancio. In pratica, una vita intera. Nell’unica scena del film che vale la pena ricordare, Wynona Rider (la co-protagonista insieme a Joseph Fiennes) dice una cosa interessante, a proposito del perchè certi incidenti accadono:

Sai che nelle bollette mensili, vengono spesso inserite di proposito delle cifre maggiorate? Le aziende sperano che tu non te ne accorga, così lucrano qualche centesimo da ognuno. E nelle compagnie di assicurazione come quella in cui lavoro io? Noi abbiamo come politica quella di rifiutare qualsiasi domanda di risarcimento. Se provi a telefonare per avere spiegazioni, vieni solamente messo in attesa. E vieni dirottato dal centralino verso una serie innumerevole di voci automatiche e menù finchè, stremato, tu rinunci. E tutti questi danni minori si affastellano l’uno sull’altro negli anni. Finchè uno non ne può più. E poi un bel giorno perdi la testa. E per non sentirti più impotente, una nullità che nessuno considera, finisci per piazzare un razzo nel bagagliaio della tua Chevrolet.

Questo breve monologo restituisce ai titolari degli Awards la dignità di un certo…rispetto. Da un lato. E dall’altro? Dall’altro ci rende tutti potenziali premiati. Il che trasforma quell’ilarità che trasmettono le strane morti accidentali dei malcapitati, in qualcosa di vagamente inquietante, che ci tocca pericolosamente da vicino.

Non assicuratevi, non cambiate piano triffario, non contestate le multe, non chiedete cambi di contratto, non protestate, non spedite lamentele che nessuno leggerà, non fate ricorsi…in una parola, non incazzatevi. Riducete al minimo lo stress. Mangiate, bevete, fate l’amore, cagate con regolarità, sposate una persona che vi ama e che amate, e alla quale piacete tantissimo.

Non cercate di evitare la morte. Se fate tutto questo, non vi avrà mai. Quella troia…

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