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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Io lo so che è un argomento imbarazzante. Però sono anche sicura che riguarda tutti. E delle cose che riguardano tutti bisogna parlare, anche se sono imbarazzanti. E come potrebbe essere altrimenti? Viviamo in una realtà un po’ particolare. Noi guardiamo il mondo che ci circonda, viviamo situazioni che si susseguono ogni giorno, ma quello che vediamo non è…come dire… vergine. Mi spiego, non è che recepiamo le cose che ci circondano e che ci accadono in modo neutro. E questo dipende certamente da un sacco di cose psicologiche che non mi interessano. Ma dipende anche, e questo mi interessa, dai libri che abbiamo letto, dai film che abbiamo visto e dai video musicali che abbiamo visto e rivisto.

Sembra una cosa profonda, detta così. In realtà a me fa un po’ ridere. Ieri pensavo a quante volte camminando per strada e ascoltando musica con le cuffie mi sono sentita in un video musicale. In pratica, ti senti più figo, ti senti gli occhi puntati addosso, ti senti vivere una roba surreale. Di solito, appena ti sciogli un po’ e ti lasci andara alla fiction, succede che inciampi in un sassolino, che ti manca un piede per un dislivello della strada o che acciacchi una merda.

Mi è capitato di salire o scendere le scale di corsa e sentirmi in qualche action movie. Anche se era solo perchè ero in ritardo o correvo a ritirare un pacco postale.

Mi è capitato di guidare con gli occhiali da sole e i finestrini abbassati e sentirmi in Miami Vice.

Mi è capitato di trovare parcheggio davanti al portone, chiudere la macchina premendo il pulsantino sulla chiave, sentire il bip e girarmi con la faccia di chi ha parcheggiato una Lamborghini Diablo e sta per entrare al casinò.

Mi è capitato di essere incazzata e fantasticare di reagire come una vera sista nigga incazzata e culona, di quelle che ti guardano, ti minacciano, muovono il collo da destra a sinistra in segno di sfida aperta e ti incutono rispetto e timore. Una cosa del genere:

Mi è capitato di camminare per strada e sentirmi Richard Ashcroft nel video di Bitter Sweet Symphony o di aspettare il bus e di rivedermi in You had a bad day, di Daniel Powter. Quando ieri l’ho scritto su Facebook, un solo mio contatto è stato sincero e ha detto che spesso si sente in Like I love you di Justin Timberlake:

Ora io vi chiedo un minuto di attenzione. Un solo minuto.

All’inizio del post ho scritto che è una cosa che riguarda tutti. Ma in realtà non ne sono così sicura. Può darsi che sia io ad essere tutta scema, completamente andata. Quindi farò una cosa che non ho mai fatto e spero che chi ha il vizio di seguire questo blog non se ne abbia a male:

vi chiedo di intervenire, darmi un feedback su questa cosa, raccontare se capita o è capitato anche a voi e in che modo.

In quali film vi sentite? In quale canzone? In quale libro? Quali scene in particolare? Mi interessa da morire, giuro! E spero anche che mi facciate fare qualche risata…

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