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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Osservate questa foto:

Chi è questa anziana signora con la chitarra?

Se non l’avete riconosciuta non dovete temere. Sfido chiunque. Il suo nome è Malvina Reynolds. Come forse non è facilmente intuibile dalla foto, era una contestatrice, ma non è questo che voglio raccontare. A me interessa che era un’ebrea americana della quale non avevo mai sentito parlare, fino a quando una serie della Showtime, che vede protagonista proprio una famiglia di ebrei americani, non me l’ha fatta scoprire. Negli Stati Uniti hanno scelto di fare una serie tv i cui protagonisti si chiamano Botwin. Hanno scelto lei per la sigla della serie e hanno scelto una canzone che si chiama Little Boxes.

Prima puntata, prima stagione: una leggera strimpellata e poi parte la buffa voce della signora Malvina, che ci racconta di una città in cui tutto è uguale, identico a se stesso, in cui tutti seguono gli stessi percorsi, vivono in case fatte di ticky-tacky, un materiale un po’ scadente, che si usava negli anni 60 per costruire le case negli Stati Uniti. Sono tutti così uguali e posticci che finiscono un po’ per essere fatti di ticky-tacky pure loro.

I protagonisti sono originari di Agrestic, un posticino delizioso, dove tutti sono effettivamente uguali, fatti di ticky-tacky, appunto. Tutti uguali poi… più o meno! Perchè alla fine in questa piccola e tranquilla cittadina, dove ogni cosa sembra scorrere senza intoppi, dove ognuno ha il suo bel giardinetto e il suo barbecue e tutti sono destinati a fare l’università e ad avere la stessa vita dei genitori, esiste un sottobosco inimmaginabile.

La serie in questione si chiama Weeds. Weed in inglese è il termine usato per indicare l’erba. Perciò: erba, senza mezzi termini. Quella che si fuma. Così già sai di cosa stiamo parlando e ci capiamo subito. Se non ti va bene, alzati e vattene, perchè sarà sempre peggio. La spirale di profondissima immoralità che pervade tutte le stagioni successive alla prima sarà per te insopportabile, a meno che tu non sia un tipo divertente. Allora potrai goderti Weeds come poche serie nella storia delle serie tv. Se ti piace l’idea, continua a leggere.

Ma weed significa anche erbaccia, quella infestante. E le erbacce in questione sono proprio i Botwin. Sono tanti sassolini nella tua scarpa, le note stonate, le erbacce che ti rovinano il giardinetto.

La trama, a doverla raccontare nei particolari, è incredibilmente complessa. Ma il succo è questo: una piacente giovane donna di nome Nancy Botwin rimane vedova e con due figli a carico (hanno padri diversi ma si scoprirà più tardi). Senza più una lira, per andare avanti non trova niente di meglio da fare che spacciare erba. Questo è. Punto. Ma intorno a questa donna si muovono personaggi totalmente fuori di testa, gente che ti chiedi come faccia a ricordare di cambiarsi le mutande, o anche semplicemente di respirare e rimanere viva. E questi tu lo sai che sono personaggi assolutamente inverosimili, eppure ti rimane il dubbio che possano esistere, da qualche parte, forse anche nella tua personale Agrestic. Gente che manda a rotoli tutto e ricostruisce tutto nel giro di una giornata. Gente che non teme i trasferimenti, di rimanere senza casa, di rovinarsi la fama, la reputazione, di mandare a puttante un’intera vita e le vite altrui. Predicatori, coyote, assassini, ladri, drogati, sessuomani e chi più ne ha più ne metta. Vale tutto. Gente che nonostante le stranezze ottiene quello che vuole, anche se il prezzo è chiudersi l’uccello in un cassetto:

E al centro di tutto, come una calamita, come l’ape regina, come il nucleo atomico, la madre: Nancy. Nancy è uno dei personaggi più particolari mai concepiti dalla televisione. E’ un personaggio che va contro qualsiasi regola del pudore o del buonsenso. E’ una che non teme di lasciarsi dietro morte e distruzione pur di salvare il culo alla sua famiglia. E’ una che tu puoi giudicarla come vuoi, perchè è effettivamente attaccabile. E’ attaccabile per le sue scelte, per la sua condotta, per il modo di pensare, per la sua spudoratezza e sì, per la sua stronzaggine. Ma non puoi dire che è una che non si farebbe uccidere per i suoi figli. Qualsiasi cosa succeda, è una che non teme vergogna, non teme dolore, nè gogna, nè galera o violenza, a patto che sia per i suoi figli. E’ pronta a tutto. Se Darwin avesse pensato ad un modello di essere vivente fit, avrebbe pensato a qualcosa di simile a Nancy. In qualsiasi ambiente, è comunque the fittest. Lei sopravvive, gli altri periscono. Non che questo non costi fatica…e a volte…uno esce fuori di testa:

E’ una madre leonessa, ma ciò non è incompatibile con l’essere spacciatrice, gangster, stronza…e anche un po’ troia. Nancy usa il suo corpo per i propri fini. E’ la vicina di casa che non vorresti mai. E’ oltre il femminismo, oltre il 68, oltre la liberazione sessuale. Ma allo stesso tempo è quanto di più arcaico esista nella storia della terra. La sua famiglia è una di quelle tribù con il culto della fertilità; è la poliandria il meccanismo che funziona, proprio come l’ape regina e i suoi fuchi. E c’è da dire che i fuchi non fanno mai una bella fine. La sua è la famiglia matriarcale e lei ne è il padrone indiscusso e la vedova nera.

Una famiglia così…come può sopravvivere in un posto come Agrestic? Infatti, non può. Voi forse non lo sapete ma Agrestic brucia, e sono i Botwin a darle fuoco, a lasciarsi dietro una scia di distruzione, di nemici e di polizia. I Botwin scappano, hanno un fracco di problemi, finiscono in galera, ne escono, rischiano la morte, creano il panico ovunque vanno. In qualsiasi posto mettano piede, sono l’elemento di disturbo, le mine vaganti. Ma rimangono uniti e fedelissimi alla matriarca. E rimangono profondamente cittadini made in USA, di quelli come una volta, con questo pallino del business, soprattutto di questo”crearsi il proprio business”.

Eppure hanno qualcosa di assolutamente europeo, anzi… direi di italiano! Quel qualcosa sta in questa affannosa cura del nucleo famigliare: i figli, lungi dall’essere anglosassoni, rimangono mammoni fino al midollo, ed è la famiglia allargata, con parenti a amici, che chiude la settima stagione della serie, seduta davanti ad una tavola imbandita, al sole. Potrebbe essere la campagna fiorentina, o forse i castelli romani.


Invece è San Francisco, e la stagione si chiude con l’inquadratura di un mirino puntato dritto alla testa di Nancy, che serve a tavola, da vera matriarca mediterranea. E poi…

BOOM!

Buio. Se non l’avete fatto ancora, vi restano poco più di un paio di settimane per vedervi le 7 stagioni di Weeds che vi separano dalla numero 8, in uscita il 1 luglio negli Stati Uniti.

Nel frattempo, godetevi la sigla: vari artisti. Buon ascolto:

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