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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Siete mai stati ad un concerto? Certamente sì. E ad un concerto bello grosso? Magari sì.

Bene, io sono stata a quello di Madonna, la regina del pop. Premetto che ormai ho una certa età e la mia preoccupazione più grande è stata relativa a cosa mangiare e dove fare la pipì.

Che sono ormai anziana è confermato anche dall’occhio con cui guardo certi fenomeni, cose alle quali 10 anni fa non avrei prestato la minima attenzione. Cose che adesso riescono a farmi addirittura incazzare, ma non certo a rovinarmi il divertimento. E io ve le vorrei raccontare.

Roma, Stadio Olimpico 12 giugno 2012, Madonna in concerto. L’attempata pop star richiama 42mila spettatori di variegata età, genere e orientamento sessuale. E’ una gioiosa bolgia di folla adorante. Una colorata e sorridente ostentazione di sculettamenti spensierati. Madonna sfodera crocifissi, trucida ballerini, limona con oggetti animati e inanimati, mostra il sedere e rispolvera un frasario italiano di tutto rispetto: ciao icialia! c’mon icialia! vi amo!

Prima dell’apertura dei cancelli, le strade che confluiscono all’Olimpico si riempiono di pellegrini che, gambe in spalla, si fanno a piedi un tratto di strada, che prendere i mezzi è una follia e parcheggiare pure.

Nel raggio di 600 metri dall’Olimpico, e progressivamente sempre più presenti man mano che ci si avvicina all’ingresso del luogo dell’evento, i bagarini. I soliti bagarini direi. Gli immancabili bagarini. Che a scovarli ci vuole niente, bastano un paio di agenti in borghese. Ma invece stanno lì beatamente a vendere i biglietti a 5 volte il loro valore di mercato. E poi quelli che ti vendono le fasce da mettere intorno alla testa, tipo rambo, ma con su scritto MDNA o Madonna o simili. Gli accenti imperanti degli impuniti venditori sono, ovviamente, il romanesco ma anche e soprattutto il napoletano, o genericamente campano. Spiace dirlo ma è così, è proprio un dato di fatto incontrovertibile. Va da sé che queste vendite avvengono all’insaputa del fisco. Che mica ti fanno lo scontrino…cioè…figurati.

Poi ci stanno i paninari, tanti, tantissimi. Carissimi. Ti vendono un panino schifoso a 5 euro. Ed è giusto. Sei scemo, non ti porti le cose da casa, è giusto che paghi 5 euro un panino di merda. Ti sta bene. Però…e lo scontrino? Ma quale scontrino! Non sanno neanche dove sta di casa. Se glielo chiedi sembrano quasi non capire. Sono tutti della stessa ‘marca’ i paninari. Stesso camion, stessi prodotti. Chissà come funzionano gli appalti per vendere i panini davanti al concerto di Madonna? Boh, chi lo sa.

E poi ci stanno le bancarelle con il merchandising non originale, pure quelle sprovviste di scontrini.

E badate che brulica di vigili, stanno ovunque. Ti rompono le palle a campione se entri con una bottiglietta che ha il tappo, ma ai bagarini e agli evasori non dicono niente.

Poi entri e dici, ok qui la cosa cambia. Seeeee! Bella pettè! Non cambia niente. Uno scontrino ogni tanto. E sì che quelli che stanno all’interno dello Stadio avranno dei controlli ogni tanto, no? Chissà. Fatto sta che gli scontrini li fanno come i sondaggi: a campione.

Cammin cammina, vai al tuo posto. Il tuo posto numerato. Le seggioline blu dell’Olimpico sono semplicemente fatiscenti. Passaci sopra un fazzoletto e raccoglierai residui organici del derby di vent’anni fa. Non sappiamo che roba è, non vogliamo saperlo. Ci sediamo. Ti siedi e passano decine e decine di venditori ambulanti di lupini, gelati, birre, bibite e patatine. Tutto a prezzo assurdo. Un Cornetto Algida: 3 euro. Me cojoni! E… scusi… lo scontrino??? Lo scontrino?!?!?! Neanche la puzza di uno scontrino.

L’unico della sicurezza che fa rispettare il divieto di occupare le scalette che separano gli spalti è un ragazzo nero, che infatti quasi fa a pugni con un venditore. Gli altri stanno lì a prendere aria, non gliene frega niente.

Penso a quanti siamo, penso che siamo tantissimi. Penso che quasi tutti hanno messo mano al portafogli stasera. Ma se anche solo la metà di noi avesse comprato niente più che un panino, avrebbe speso un totale di circa 100mila euro. Succede per tutti i concerti, tutte le volte. Nessuno fa niente per impedirlo. La cosa mi mette per un attimo di malumore.

Ma poi entra lei, la diva, il mio culo si dimena e non ci penso più.

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