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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Conoscete Nerone? Quello non ci stava con la testa. Non era tutto. Alcuni episodi della sua vita sono molto noti. Ad esempio, mandò a morte la moglie Ottavia Claudia, che doveva essere veramente una rompicoglioni. La mandò a morte perchè si voleva sposare Poppea Sabina. Non vogliamo sapere perchè la chiamavano così. Non ci interessa. Fatto sta che i due si volevano. Pare che Poppea fosse incredibilmente bella, e anche piuttosto …diciamo libera.

Vi starete chiedendo, immagino, chi se ne frega? In effetti non che ciò sia di immane interesse. Però mi è capitato, per una serie di motivi, di imbattermi in un nome: Claudio Monteverdi. Monteverdi è morto secoli e secoli fa. Eccone un ritratto:

Questo signore scrisse un’opera lirica che si chiama L’incoronazione di Poppea, nella quale racconta proprio la storia di questo triangolo amoroso dell’Antica Roma, che finisce un po’ come finiscono oggi le storie di tante veline dalle grosse poppe, che alla fine il riccone di turno lascia la moglie per mettersi con loro. Monteverdi fa sembrare tutto questo molto più romantico di come potrei mai raccontarvelo io. Musica infatti un duetto di una dolcezza particolare, una dichiarazione d’amore tra Nerone e Poppea, senza che mai venga pronunciata la parola amore. E’ conosciuto come il Pur ti miro, e dice così:

Pur ti miro
Pur ti godo,

pur ti stringo,
pur t’annodo.
Più non peno,
più non moro,
o mia vita,
o mio tesoro.
Io son tua,
tuo son io,
speme mia,
dillo dì,
tu sei pur
l’idol mio,
sì mio ben,
sì mio cor,
mia vita sì.

Secondo me tutto il pezzo si regge sul Pur t’annodo, perchè è tutto annodato e le voci degli amanti si rincorrono e si aspettano senza scappare. Giocano indisturbate. E visto che mi ha fatto sentire eccezionalmente romantica e sentimentale, vorrei farvelo ascoltare:

 

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