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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Più scendi e più è caldo, e più e peggio, e più è caldo.

Scendi, scendi che sembrano le viscere della terra, ti avvicini al nucleo incandescente, che dicono sia fatto di roba bollente, di roba che non puoi immaginare quando scotti. Nessuno c’è andato mai, al nucleo, al centro della terra. Quindi che cosa ci sia davvero non lo sa nessuno. Finchè le cose non le vedi, non le tocchi, non le sperimenti, semplicemente non le puoi conoscere, non le puoi sapere.

Io mi sono fatta un’idea di quello che c’è al centro della terra. Me lo immagino un posto piccolo, una sfera gravitazionale nella quale, qualora dovessi sopravvivere, invocheresti la morte. Un posto dal quale è impossibile uscire, è impossibile respirare. La pelle inizia a sudare, manca il fiato, senti addosso sabbia, schifo e putridume. Non tanto puzza, non si tratta di quello, quanto proprio un senso di soffocamento continuo che ti accorcia il respiro. E tutto stringe, tutto si appiccica addosso come fossero milioni di mosche giganti.

Ma se dovessi trovarti in una situazione del genere, non temere. Non sei solo. Se insieme a tanta, tanta, tanta altra gente. E ne uscirai. In un tempo più o meno lungo, a seconda di quale sia la tua fermata. Ma ti assicuro che un giorno ne uscirai. Non sei al centro della terra. Sei nella Metro B di Roma capitale d’Italia. Dove sui treni ci sono ancora i disegni di graffitari che ormai sono nonni e non sfidano più il sistema. Dove per far passare l’aria aprono di qualche centimetro quei piccoli finestrini rettangolari. Ti accorgi che sono aperti solo perchè alla signora che sta proprio lì davanti, ogni tanto si muovono i capelli, ad un’improvvisa accelerazione. Poi tornano giù mogi mogi, umidi e rassegnati.

E tutto questo per cosa? A quale scopo? Ma è ovvio: per favorire l’odiosa ma potentissima lobby dei produttori di ventagli, il cui prezzo è destinato a salire a Roma nei prossimi giorni. Se ne hai uno, sopravvivi. Se non ce l’hai, crepi. Crepi o ti arrangi. Ma niente sarà efficace come un ventaglio.Vedrete che scoppierà uno scandalo: si scoprirà che i massimi capi supremi di Roma appartengono alla lobby dei produttori di ventagli.

Ho visto due signore che si sventagliavano con due dvd, uno dei due era sulla vita di San Paolo. Un ragazzo si sventagliava con un bollettino postale. La gente si sventaglia come può, usa di tutto. Per via della sua forma un po’ schiacciata, anche l’i-Phone può dare l’illusione di andar bene. Ma no, non funziona. E poi giornali di free press, domande di residenza, libri, opuscoli, volantini, depliant, il biglietto della metro, una lettera d’amore, la carta di credito, il cartoncino del panino di Mac Donald’s….

E poi c’è lui. Lui. Lui che ha la camicia da impiegato dell’Atac Roma, capitale d’Italia. Lui sta lì, e ha in mano un giornale ma non ci si sventaglia. Lui lo legge. Perchè deve dimostrare che voi c’avete callo, ma nun capite gnente. Io, addrittura, leggo.

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