Skip to content

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Monthly Archives: luglio 2012

to to to

Fermi tutti.

Non sto per sposarmi. Per carità. Non è decisamente il momento più opportuno. Voglio semplicemente attirare l’attenzione di chi passa da queste parti su una delle pratiche che gettano la nostra evoluta società occidentale nel penoso rigurgito di una tribalità che speravo ormai estinta.

Parlo, ovviamente, dell’addio al nubilato. Sì, solo al nubilato. Voglio tralasciare la profonda pena dell’addio al celibato. Lasciamo da parte un attimo gli uomini. Ma le donne… no. Non posso accettare quello che sono in grado di fare le donne durante un addio al nubilato.

Per prima cosa, e per non venire meno alla mia fama, voglio precisare che io non sono mai stata ad un addio al nubilato. Mai. E puoi scommetterci che non ci andrò mai. Giochiamoci pure un attacco di cagotto, tanto te lo prendi te. Per seconda cosa, non pendiamoci per il culo. Le donne amano sposarsi. Il 90% di loro ci punta le massime risorse per anni e anni, e nel momento in cui quel 90% tiene in mano la tanto sospirata partecipazione, pensa che il peggio sia passato. Tanta ceretta, tanta manicure, tanta tinta, tanto phard…e finalmente eccoci qui. E adesso fanculo. Schiattate d’invidia, voi che l’altare lo guardate col binocolo e fate ancora la vita delle sempreverdi.

Ma nonostante la futura sposa ritenga che le sue amiche non sposate, o non in procinto di sposarsi, siano delle sfigate, le inviterà lo stesso al suo temibile addio al nubilato. O alcune volte, sono le stesse amiche che, pe fa ‘na mattata, organizzano l’infausto evento a finta insaputa della futura sposa.

La futura sposa e le sue amiche più strette. Solo donne. Eventualmente l’amico gay.

Prima di vederle, le senti. Senti lo stacchettio dei tacchi, lo svocio delle voci, il ridolio dei ridolini… ti volti già sapendo cosa apparirà ai tuoi occhi. Eccole. Quelle che stanno facendo l’addio al nubilato. Si aggirano per le vie del centro in modo decisamente imbarazzante, vestite come strappone, in bilico sulle scarpe alte, ululanti. Perché lo scopo fondamentale è farsi notare. Lo scopo è far sembrare che qui ci sta un gruppo di matte, pronte a tutto.

Si inventano giochi che coinvolgono i passanti uomini; indossano qualcosa che le contraddistingue, solitamente un velo in testa o una fascia da miss Italia o qualcos’altro; bevono cocktail colorati da cannucce a forma di cazzo, e vedo già la scena di quando hanno mandato a comprarle quella che di loro si sente più scafata e pronta alla trasgressione.

Alcune poi trasformano la serata in una sorta di secondo 8 marzo, di quelli proprio tristi, nei quali le donne vanno a vedere gli spogliarellisti e lanciano gridolini di emozione guardando quei seppioni unti che si muovono come murene. Insomma, tutto questo è di una scaccionaggine senza precedenti.

Vorrei mostrarvi un’immagine di un addio al nubilato un po’ fuori dalla norma: un picnic di addio al nubilato, durante il quale ad un certo punto le partecipanti hanno anche organizzato un quiz con domande da fare alla futura sposa. Una cosa veramente triste. Io l’ho visto, ero a pochi passi, ma non pubblicherò la foto perchè no… perchè poracce… no, non voglio. Mi sento troppo una merda.

Ad ogni modo, semmai un giorno dovessi decidere di sposarmi, prima festeggerò a due questa decisione, con un bel viaggio lungo lungo lungo. Poi mi sposerò, zitta zitta. Poi farò una festa con gli amici e forse (e dico forse) anche i parenti, miei e suoi, probabilmente in spiaggia, che si sta bene, c’è il venticello, si fa il bagno…sarebbe carino.

Mi costerà poco, tanto ho pochissimi amici. E fortunatamente anche pochissimi parenti.

Annunci

Tag:, , , , , , ,

Fare la spesa il meno possibile. Questo è il motto, sempre. E specialmente da quando mi sono trasferita nella casa stregata, dove devo ammortizzare la spesa dell’occorrente per dotarla di mocio, senza il quale mi rifiuto di pulire il pavimento.

Il motto va bene, perchè ho molto scatolame da finire. Tra le cose più insulse in scatola e non, figurano certamente i piselli. I piselli sono un vegetale che devi rendere in qualche modo interessante, altrimenti ti annoia presto. Così qualcuno ci mette il prosciutto, altri la panna da cucina e ci condiscono la pasta, altri la pancetta… e via discorrendo.

Avevo del riso. Sulla confezione riportava la scritta long and wild. No,  non è un genere porno ma una qualità di riso. Tra l’altro anche molto buona. Se lo annusi prima di metterlo a bollire, ricorda un po’ il mangime che davamo ai conigli quando ancora li avevamo in campagna. Piacevole all’olfatto, insomma. Ancora migliore al gusto.

Ed è così, in una notte di mezza estate, che è nata la ricetta che ho chiamato riz et petit pois avec du fromage pecorinò.

Ingredienti: mezzo bicchiere di riso long and wild marca Coop; buco allo stomaco; una giornataccia alle spalle; piselli in scatola sempre marca Coop; cipolla già tagliata e surgelata della Sma; pepe, marca a piacere; spirito di iniziativa e adattamento; olio extravergine d’oliva; un pizzico di sale e un profondo e pungente sentimento di invidia per chi è al mare.

Lasciate bollire il riso long and wild per un bel po’, curandovi di assaggiarlo ogni tanto per verificare che non stia perdendo le sue qualità spaccamolari. In una padella, lasciate soffriggere una spruzzata di cipolla fino a farla leggermente imbiondire. Poi, aggiungete i piselli, con la raccomandazione di privarli del liquido di conservazione. Aggiungete sale e pepe q.b. Mescolate teneramente, buttando un pensiero cattivo a chi se ne sta spaparanzato con una Corona ghiacciata sulla spiaggia, speriamo che gli vada per storto. Prendere quel pezzetto di pecorino romano che avete comprato in offerta alla Sma, grattugiatene una quantità a piacere e lasciatelo per un attimo da parte. Quando il riso è giunto al punto di gustosità ideale e i piselli si sono sufficientemente sollazzati, scolate il riso e aggiungetelo ai piselli. Fate convergere i due sapori a suon di mescolate. Ora, prendete quel pecorino grattugiato di prima, spolveratelo sopra il composto di riso e piselli e coprite il tutto con un coperchio, lasciando che un lentissimo fuoco accarezzi la pietanza. Dopo un paio di minuti, anche tre, sollevate il coperchio. Impiattate alla meno peggio e accompagnate il pasto con un buon bicchier d’acqua.

Ho passato estati migliori.

Tag:, , , , ,

Parte in automatico prima che inizi ogni film che si guarda in Dvd, comodamente seduti sul divano di casa. Quel famoso spot anti-pirateria, di una trentina di secondi circa, molto cupo e sincopato, che mette anche un po’ paura quanto parte all’improvviso. Non lo puoi saltare, lo devi guardare per forza. Il che è anche abbastanza ridicolo, dal momento che la ramanzina sulla pirateria se la deve sorbire proprio chi sta guardando il Dvd o chi magari ha pagato per godersi un film al cinema.

È un po’ come il prete che ti ricorda di santificare le feste quando sei a messa. Con quello spot ci hanno fatto sentire tutti ladri. No, tranquilli, non ruberemmo mai un’auto, una borsa o un televisore. Per quel che vale, non ruberemmo mai neanche un Dvd. Sì, ne abbiamo visti di film piratati, ne abbiamo visti in streaming e andiamo regolarmente su Youtube per vederci spezzoni di film e a volte anche film interi, o anche solo per ascoltare musica ogni volta che ci va. Ma dopo una recente sentenza del tribunale di Amsterdam possiamo sentirci tutti più puliti.

Cosa è successo?

…CONTINUA A LEGGERE SU NOTAPOLITICA.IT

Tag:, , , ,

Contessa: Aoooooooo!

Io: Aoooooooo! Che voi?

Contessa: Gniente te chiamo mo cche sso cche doppo stai a llavoro!

Io: Brava. Che stai a ffa?

Contessa: Gniente. Tu non ce sei, ‘l tu fratello non c’è, la tu madre neppure. So ssola!

Io: Bene! Rimanece!

Contessa: hahaha, quanto sei bbuona…

Io: Lo so, troppo a vvolte.

Contessa: Troppo. Non zo manco che famme pe ppranzo.

Io: Pe ppranzo? Ma so le otto e mezza de mattina!

Contessa: E cche cc’entra uno ce pensa!

Io: Ma hai fatto colazione almeno?

Contessa: Mh, vabbè mmo mme faccio il lattuccio coll’orzo.

Io: Ecco brava, poi pe ppranzo ce penserai!

Contessa: Ok…

Io: Sciao!

Contessa: Sciao!

Tag:, ,

Con notevole rispetto per la grande idea di venderlo ai turisti in vacanza.

Tag:, , , , ,

Credo che rimarrò qui. Approfitterò di questo paio di giorni per girarmi di nuovo l’isola e pensare …ehm…a come trasformarla… Mi è venuta voglia di chiacchierare di numismatica con il vecchio Kyriakos (che ragiona solo in dracme, lire e pesetas… no, in marchi no, sarà un caso?) … o di rievocare il mio passato di ricercatore d’oro con Basiliskus il cercatore di pesci… Magari imparerò da sua moglie Kalliopi ricette tramandate da generazioni… E, se mi ricapiterà di rivedere Zotikos, gli confiderò il mio affetto sincero per ogni moneta guadagnata … sicuro che ci capiremo, anche se parliamo lingue diverse, perchè anche lui ama e conosce personalmente ciascuna delle sue pecore. Insomma, la verità è che, in cuor mio, so già che non cambierò una virgola di quest’isola… Ne farò la mia remota oasi segreta di pace e tranquillità…Qui ho riscoperto piaceri ed emozioni dimenticate che da giovane coltivavo … e che la frenesia affaristica, crescendo, mi ha portato via! Qui potrò sempre rifugiarmi per ritrovare il papero che ero… imparando a godere del panorama … del nulla … del silenzio … in pacifica attesa che si depositi il caffè. Efharistò.

No, Paperone non costruirà mega hotel lussuosi sull’isola di Skyphos. Dopo aver tentato per un’intera settimana, e con ogni mezzo possibile immaginabile, di abbandonarla per raggiungere la turistica e frequentatissima Skyanthos, decide di comprarsela e di non alterarla.

Su Skyphos l’uomo d’affari impazzisce. Niente risponde alla sua logica. Le leggi di mercato non esistono. I suoi dollari non possono comprare proprio nulla, perchè la gente del luogo dei soldi non se ne fa niente. I soldi non si mangiano, pertanto non possono comprare la barca con la quale si va a pesca. I soldi finiscono ma il pesce no. Qualsiasi lauta mancia non può competere con il dolce far niente, perchè la paciosa serenità non si vende, non ha prezzo.

Ecco perchè il racconto delle peripezie di Paperon de’ Paperoni e di quella frana di Paperoga in Grecia si intitola Zio paperone e l’isola senza prezzo. Peccato che quell’idea di stile di vita slow food sia già stata svenduta tempo fa e ora non ne rimanga più molto. Forse la nostra indole non è quella che crediamo possa essere. Forse tutti i popoli sono diversi a seconda della loro eredità ancestrale, scritta nel codice genetico.

Io sono geneticamente fatta per commuovermi se leggo della vecchia Grecia dell’isola di Skyphos, perchè ci vedo la vecchia Italia, la vecchia Spagna, il vecchio Portogallo. E improvvisamente sono colta da una certa repulsione e insofferenza per tutto quello che è borsa, finanza, spread, titoli di stato. Ma lasciatemi in pace ad aspettare che si depositi il caffè!

Tag:, , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: