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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

C’è un cartone animato di Walt Disney, ispirato al ciclo arturiano. Poi c’è un bar a Viareggio, che non è ispirato al ciclo arturiano ma che fa un buon caffè. Hanno in comune una cosa. Ad un certo punto arriva Pilade.

Sir Pilade è uno dei personaggi che mi sono rimasti più impressi di tutti i cartoni di Walt Disney, un po’ per i suoi risibili baffetti, un po’ perchè davanti alla possibilità che Caio diventi re d’Inghilterra, non si trattiene e commenta ad alta voce: Caio re…che idea agghiacciante… E questo fatto dell’idea agghiacciante mi è rimasto un po’ dentro. Ogni volta che penso a qualcosa di ironicamente e amaramente divertente penso sempre che sia un’idea agghiacciante.

Mi trovavo a Viareggio, per una fortunata serie di eventi.Viareggio è uno di quei postiche ti fanno pensare alla parola ‘villeggiatura’. Villeggiatura non vuol dire vacanza. Cioè, la villeggiatura non è una semplice vacanza. E’ un periodo off. Un lungo periodo off. Oggi in villeggiatura non ci va più quasi nessuno, perchè nessuno ha tante ferie tutte insieme. E di certo non va a passarle tutti gli anni nello stesso posto per tante settimane. Una volta si faceva. La gente aveva anche un po’ più di soldini e si comprava la casetta al mare, dove andare tutti gli anni in villeggiatura. Di qui, i film italiani che raccontano di vacanze che noi nati dopo il 1980 non conosciamo se non di striscio, per sentito dire o per vaghi ricordi giovanili. Oggi sono pochi quelli che fanno la villeggiatura nel vero senso del termine, e sono tutti grandicelli, per non dire vecchi.

Ebbene, Viareggio è uno di quei posti da villeggiatura.

Faccio ingresso in un piccolo bar non lontano dal mare, gestito da una coppia di coniugi non più nel fiore degli anni, ma di quelli che un bar lo sanno gestire, che sanno come fare per mandare avanti la baracca. Gente che conosce per nome i clienti e anche i villeggianti storici. Io sono una straniera di passaggio che prende un caffè. Niente di più. E mentre mi preparano il caffè, entra un vecchietto tutto curvo con un bastone. Pilade! Lo chiamano. Sse venuto a mmangià i frittini?

Nonò! Dice Pilade. SSo vvenuto a pprende un caffè pensa te Niente di più lontano!

Pilade avrà 80 anni almeno. E’ l’una e non gliene frega niente delle raccomandazioni dei telegiornali che danno per spacciati gli anziani sotto il solleone. Lui non solo esce, ma si mette a cantare mentre aspetta il caffè, chiedendo il supporto del gestore per ricordarsi alcune parole della canzone che al momento non ricorda bene. Io quella canzone non la conoscevo, ma ho preso appuni a memoria.

Pilade, all’una, sotto il solleone, non voleva i frittini, si prendeva il caffè e cantava tutto ispirato:

Forse il solleone non fa poi così bene al buon vecchio Pilade…

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