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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Sì, sono in una specie di hotel. Non voglio rivelarvi di più. Ma vorrei parlare di una di quelle cose che, ne sono certa, capitano a molti, forse a tutti, ma non voglio generalizzare troppo.

Sono quelle piccole cose, che ti fanno pensare che sei una persona molto scaltra, dal sopraffino fiuto per l’affare, per la ladrata. Una persona che può manipolare la gente e far finta di niente, incassando più di quanto avrebbe mai immaginato.

Così penso spesso quando vado in hotel. Prendo e nascondo in valigia le saponettine, gli shampoo, i doccia schiuma, tutti i ricchi premi e cotillon che la direzione ha deciso di offrire agli ospiti. Con questa antica tattica, il giorno dopo il personale delle pulizie penserà che sia opportuno rimpinguare la stanza del materiale per la cura del corpo che non hai più, e tu puoi rinascondere tutto abilmente nel tuo bagaglio e rifarla franca. E il giorno dopo ricominciare tutto da capo.

Pertanto, pieno di maligni propositi, te ne esci dalla camera con un sorriso beffardo. Pensi che in questo modo, una volta tornato a casa, non comprerai più saponi per due mesi. Ti fai i tuoi giri, o qualsiasi cosa tu sia andato a fare fuori casa, e poi fai ritorno all’hotel. Entri in camera. Chiudi la porta. Punti dritto alla porta del bagno e ti avvicini a grandi passi. Entri.

Vuoto.

Non ti hanno rimesso niente.

E’ come quando la mattina da piccolo guardi sotto il bicchiere se il topolino ha lasciato il soldo al posto del tuo primo dentino caduto, e trovi il nulla. Come quando non è passato Babbo Natale, o la Befana non ha riempito la calza.

Non ti resta che chiamare la reception e chiedere mestamente che ti portino un rotolo di carta igienica.

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