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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

Parte in automatico prima che inizi ogni film che si guarda in Dvd, comodamente seduti sul divano di casa. Quel famoso spot anti-pirateria, di una trentina di secondi circa, molto cupo e sincopato, che mette anche un po’ paura quanto parte all’improvviso. Non lo puoi saltare, lo devi guardare per forza. Il che è anche abbastanza ridicolo, dal momento che la ramanzina sulla pirateria se la deve sorbire proprio chi sta guardando il Dvd o chi magari ha pagato per godersi un film al cinema.

È un po’ come il prete che ti ricorda di santificare le feste quando sei a messa. Con quello spot ci hanno fatto sentire tutti ladri. No, tranquilli, non ruberemmo mai un’auto, una borsa o un televisore. Per quel che vale, non ruberemmo mai neanche un Dvd. Sì, ne abbiamo visti di film piratati, ne abbiamo visti in streaming e andiamo regolarmente su Youtube per vederci spezzoni di film e a volte anche film interi, o anche solo per ascoltare musica ogni volta che ci va. Ma dopo una recente sentenza del tribunale di Amsterdam possiamo sentirci tutti più puliti.

Cosa è successo?

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