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theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

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Fermi tutti.

Non sto per sposarmi. Per carità. Non è decisamente il momento più opportuno. Voglio semplicemente attirare l’attenzione di chi passa da queste parti su una delle pratiche che gettano la nostra evoluta società occidentale nel penoso rigurgito di una tribalità che speravo ormai estinta.

Parlo, ovviamente, dell’addio al nubilato. Sì, solo al nubilato. Voglio tralasciare la profonda pena dell’addio al celibato. Lasciamo da parte un attimo gli uomini. Ma le donne… no. Non posso accettare quello che sono in grado di fare le donne durante un addio al nubilato.

Per prima cosa, e per non venire meno alla mia fama, voglio precisare che io non sono mai stata ad un addio al nubilato. Mai. E puoi scommetterci che non ci andrò mai. Giochiamoci pure un attacco di cagotto, tanto te lo prendi te. Per seconda cosa, non pendiamoci per il culo. Le donne amano sposarsi. Il 90% di loro ci punta le massime risorse per anni e anni, e nel momento in cui quel 90% tiene in mano la tanto sospirata partecipazione, pensa che il peggio sia passato. Tanta ceretta, tanta manicure, tanta tinta, tanto phard…e finalmente eccoci qui. E adesso fanculo. Schiattate d’invidia, voi che l’altare lo guardate col binocolo e fate ancora la vita delle sempreverdi.

Ma nonostante la futura sposa ritenga che le sue amiche non sposate, o non in procinto di sposarsi, siano delle sfigate, le inviterà lo stesso al suo temibile addio al nubilato. O alcune volte, sono le stesse amiche che, pe fa ‘na mattata, organizzano l’infausto evento a finta insaputa della futura sposa.

La futura sposa e le sue amiche più strette. Solo donne. Eventualmente l’amico gay.

Prima di vederle, le senti. Senti lo stacchettio dei tacchi, lo svocio delle voci, il ridolio dei ridolini… ti volti già sapendo cosa apparirà ai tuoi occhi. Eccole. Quelle che stanno facendo l’addio al nubilato. Si aggirano per le vie del centro in modo decisamente imbarazzante, vestite come strappone, in bilico sulle scarpe alte, ululanti. Perché lo scopo fondamentale è farsi notare. Lo scopo è far sembrare che qui ci sta un gruppo di matte, pronte a tutto.

Si inventano giochi che coinvolgono i passanti uomini; indossano qualcosa che le contraddistingue, solitamente un velo in testa o una fascia da miss Italia o qualcos’altro; bevono cocktail colorati da cannucce a forma di cazzo, e vedo già la scena di quando hanno mandato a comprarle quella che di loro si sente più scafata e pronta alla trasgressione.

Alcune poi trasformano la serata in una sorta di secondo 8 marzo, di quelli proprio tristi, nei quali le donne vanno a vedere gli spogliarellisti e lanciano gridolini di emozione guardando quei seppioni unti che si muovono come murene. Insomma, tutto questo è di una scaccionaggine senza precedenti.

Vorrei mostrarvi un’immagine di un addio al nubilato un po’ fuori dalla norma: un picnic di addio al nubilato, durante il quale ad un certo punto le partecipanti hanno anche organizzato un quiz con domande da fare alla futura sposa. Una cosa veramente triste. Io l’ho visto, ero a pochi passi, ma non pubblicherò la foto perchè no… perchè poracce… no, non voglio. Mi sento troppo una merda.

Ad ogni modo, semmai un giorno dovessi decidere di sposarmi, prima festeggerò a due questa decisione, con un bel viaggio lungo lungo lungo. Poi mi sposerò, zitta zitta. Poi farò una festa con gli amici e forse (e dico forse) anche i parenti, miei e suoi, probabilmente in spiaggia, che si sta bene, c’è il venticello, si fa il bagno…sarebbe carino.

Mi costerà poco, tanto ho pochissimi amici. E fortunatamente anche pochissimi parenti.

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